Disperato appello di un sudafricano ostaggio dei jihadisti in Mali dal 2017

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Africa ExPress
21 luglio 2022

In un breve video, molto simile a quello già diffuso a maggio, il sudafricano Gert Jacobus van Deventer, chiamato Gerco, in mano ai terroristi in Mali, lancia un nuovo appello per essere liberato.

Gert Jacobus van Deventer, rapito in Libia nel 2017, poi venduto ai jihadisti del Mali

Gerco, un infermiere 47enne, è stato rapito il 3 novembre 2017 in Libia. In seguito, come lui stesso ha raccontato, è stato venduto ai jihadisti e trasferito nel nord del Mali.

Da allora è in mano ai terroristi  di JNIM (Gruppo di sostegno dell’Islam e dei musulmani (JNIM). Gerco è stato anche compagno di prigionia del giornalista francese Olivier Dubois, rapito a Gao (Mali) nel maggio 2021 e liberato lo scorso marzo insieme all’operatore umanitario statunitense Jeff Woodke, sparito nel nulla in Niger nel 2016. Subito dopo essere stato rilasciato, ha subito parlato del suo compagno di cella e della sua agghiacciante storia.

Nel filmato, diffuso lo scorso 17 luglio, l’ostaggio sudafricano indossa la stessa tunica come nel video messo in circolazione a maggio. Anche il messaggio è simile al precedente: van Deventer chiede un aiuto che possa portare alla sua liberazione.

Mentre in una lettera, indirizzata all’ambasciatore di Pretoria accreditato a Bamako, spiega che è stato gravemente ferito a un braccio durante la sua lunga prigionia e chiede di ricevere notizie della sua famiglia e di ascoltare le voci di chi gli è accanto attraverso la sua piccola radio portatile.

Il giorno prima della diffusione del video, l’ONG sudafricana Gift of the Givers, che sta occupando del caso, incaricata dalla famiglia di Gerco, ha diffuso un comunicato stampa circa un “ultimo tentativo” per il suo rilascio. Una negoziazione in tal senso si sarebbe svolta recentemente in Mali.

La famiglia non ha mai perso le speranze di poter riabbracciare il suo congiunto, pur ammettendo che dopo tanti anni di detenzione deve lottare anche contro l’oblio.

Va ricordato che in mano ai terroristi si trovano ancora anche tre italiani testimoni Geova: Rocco Antonio Langone, la moglie Maria Donata Caivano, il 43enne Giovanni, figlio della coppia e il loro autista, un cittadino togolese. Sono stati rapiti nel maggio dello scorso anno da uomini armati dalla loro casa vicino a Koutiala (regione di Sikasso) nel sud del Paese.

Anche del reverendo Hans-Joachim Lohre, un sacerdote tedesco rapito nel novembre dello scorso anno nella capitale del Mali, Bamako, non si sa più nulla, stesso discorso per quanto concerne il cittadino rumeno, Iulian Ghergut, portato via con la forza da uomini armati mentre si trovava in una miniera in Burkina Faso nel 2015.

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