Accordo con l’ISIS del Sahel: Bamako libera alcuni terroristi

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Africa ExPress
Bamako, 9 luglio 2023

Il governo militare di transizione del Mali ha liberato alcuni miliziani del gruppo armato Stato Islamico nel Sahel con l’obiettivo di raggiungere una tregua con i terroristi.

Bamako libera alcuni terroristi

Tra i jihadisti rimessi in libertà ci sono anche due leader ben noti. Il primo è Oumeya Ould Albakae, arrestato nel giugno 2022 dai militari francesi dell’Operazione Barkhane, che lo hanno poi consegnato alle autorità di Bamako. Oumeya è stato capo dello Stato islamico nel Sahel nel Gourma, provincia della regione di Timbuktu (Mali) e di quella di Ourlan in Burkina Faso. Si tratta di un personaggio di spicco nella nebulosa terrorista. Il suo nome è apparso anche come possibile successore di Adnan Abou Walid Al Sahraoui, leader dello Stato Islamico nel Grande Shara (EIGS), ucciso dai francesi nel 2021.

Il secondo è Dadi Ould Cheghoub. Per essere precisi, è stato scarcerato per la seconda volta. Già nell’ottobre 2020 era stato rilasciato insieme a altri miliziani. Allora tale operazione aveva certamente favorito il rilascio di alcuni ostaggi occidentali, Padre Maccalli, Nicola Chiacchio, Sophie Pétronin (cooperante francese), e del leader maliano del partito Union pour la République et la Démocratie (URD), Soumaïla Cissé.

A tutt’oggi sono ancora cinque gli ostaggi occidentali in mano ai jihadisti. Nel maggio 2022, sono stati rapiti tre italiani: Rocco Antonio Langone, la moglie Maria Donata Caivano, il 43enne Giovanni, figlio della coppia e un cittadino togolese, autista della famiglia. I quattro sono stati prelevati da uomini armati dalla loro casa vicino a Koutiala (regione di Sikasso) nel sud del Mali. Da allora di loro non si hanno più notizie.

Anche del reverendo Hans-Joachim Lohre, un sacerdote tedesco rapito nel novembre dello scorso anno nella capitale del Mali, Bamako, non si sa più nulla, stessa discorso per quanto concerne il cittadino rumeno, Iulian Ghergut, portato via con la forza da uomini armati mentre si trovava in una miniera in Burkina Faso nel 2015.

Le autorità maliane non hanno precisato quanti altri miliziani siano stati rilasciati finora, ma hanno sottolineato che l’operazione porterà certamente dei vantaggi, oltre alla liberazione di ostaggi.

Una tregua con i terroristi consentirebbe anche lo spiegamento delle truppe di Bamako nel nord-est, visto che MINUSMA (missione di pace dell’ONU nel Paese), in partenza dal Mali, lascerà presto le proprie basi.

Attacco a convoglio MINUSMA

Intanto giovedì scorso, un altro attacco terrorista a un convoglio di MINUSMA è stato compiuto nella regione di Gao. Secondo fonti dell’ONU, la colonna di vetture, composto da 35 camion di subappaltatori di MINUSMA, scortati dai caschi blu, è stata aggredito ben due volte nello stesso giorno da una trentina di uomini armati. Il bilancio è pesante: 3 morti e 11 feriti, tra loro due in modo grave.

Finora nessuna rivendicazione, ma la zona è notoriamente frequentata dai jihadisti dello Stato Islamico nel Sahel.

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