Andiamo tutti alla guerra: le forze armate del Marocco verso l’integrazione operativa nella NATO

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Speciale per Africa ExPress
Antonio Mazzeo
Gennaio 2023

L’ufficio stampa dell’Allied Joint Force Command (JFC Naples) con sede a Lago Patria, Napoli, ha reso noto che un reparto d’élite dell’esercito marocchino ha iniziato il suo percorso verso l’interoperabilità con le unità NATO grazie al programma addestrativo alleato denominato “OCC E&F” (Capacità operative e valutazione strategica e feedback) svoltosi dal 23 novembre al 10 dicembre  2022 nel poligono di Ramram, Marrakech.

Marocco, cooperazione Nato

“Il programma OCC E&F è specificatamente disegnato per valutare il livello di interoperabilità e delle capacità militari raggiunte dalle unità di un Paese partner in riferimento agli standard NATO”, aggiunge JFC Naples.

Le attività addestrative a Camp Ramram sono state svolte con l’assistenza del personale specializzato del Comando Alleato di Lago Patria e il supporto di uno staff di militari provenienti da Bosnia-Herzegovina, Colombia, Georgia, Irlanda, Serbia e Svezia, paesi non ancora membri de iure della NATO.

Tutti insieme hanno collaborato con un team di valutazione dell’esercito del Marocco per condurre il Self Evaluation Level-1 (SEL-1) di una compagnia del 2° Battaglione della 2^ Brigata di fanteria aviotrasportata dell’esercito marocchino”, ha aggiunto l’ufficio stampa del Comando alleato.

La 2^ Brigata aviotrasportata ha già partecipato a numerose esercitazioni in ambito nazionale ed internazionale e nel corso del programma di formazione a Marrakech ha mostrato “di avere appreso rapidamente e di avere implementato con successo gli standard NATO di livello 1”.

La compagnia del Marocco è la prima unità di un Paese africano a conseguire la certificazione SEL-1. “Si tratta inoltre del primo esempio di impegno di JFC Naples a favore del Partnership Programme, a riprova della sua importanza come parte centrale della cooperazione alla sicurezza da parte della NATO”, conclude il Comando delle forze alleate di Lago Patria – Napoli.

Il 21 novembre 2022 alcuni rappresentanti dello Stato maggiore delle forze armate del Marocco avevano partecipato a Bruxelles a un meeting sulla “Sicurezza marittima” promosso dal Comitato Militare della NATO, presenti anche altri importanti paesi partner dell’Alleanza come Australia, Colombia, Finlandia, Repubblica di Corea, Qatar e Svezia.

“Proprio per la sua dimensione globale, la Sicurezza Marittima è un elemento chiave per la NATO e i suoi partner in tema di pace e sicurezza”, ha dichiarato aprendo la sessione il vicepresidente del NATO Military Committee, generale Lance Landrum. “Esse dipendono l’una dall’altra se si assicurano soluzioni coerenti, coordinate e durature alle sfide marittime esistenti.

Grazie alle esercitazioni navali congiunte, i membri della NATO e i Paesi partner stanno lavorando  per mantenere e sviluppare le competenze nello svolgimento di attività di combattimento, edificando l’interoperabilità tra le forze armate NATO e dei partner così come stanno rafforzando le loro abilità marittime complessive e di pronto intervento per tutte le operazioni, internazionali e nazionali”.

La relazione principale al meeting internazionale è stata tenuta dal viceammiraglio Keith Blount, a capo del Comando navale alleato (MARCOMAllied Marittime Command), con quartier generale a Northwood, Regno Unito. “Il dominio marittimo comprende oceani e mari, sopra e sotto la superficie, in tutte le direzioni”, ha esordito. “E’ in atto un vasto sforzo per assicurare una deterrenza e una difesa credibile nell’intero territorio marittimo dell’Alleanza e nelle aree di terra d’influenza. Il rafforzamento della coordinazione e della cooperazione con i partner è essenziale per sostenere lo sforzo della NATO nel dominio marittimo”.

Alla luce della sempre maggiore integrazione strategica nella NATO delle forze navali e terrestri marocchine, appare sempre più plausibile quanto rivelato il 6 dicembre scorso dalla testata web specializzata Africa Intelligence, relativamente alla possibilità che il Marocco diventi la prima nazione africana a fornire armi ed equipaggiamenti militari all’Ucraina da impiegare nel conflitto con Mosca.

Secondo Africa Intelligence, su richiesta dell’amministrazione degli Stati Uniti d’America, Rabat avrebbe deciso “segretamente” di fornire ai militari ucraini pezzi di ricambio per i carri armati T-72 di cui l’esercito marocchino possiede ancora 150 esemplari in versione B/BK di produzione bielorussa. Sempre secondo il sito specializzato in questioni militari, già nel 2015 il governo dell’Ucraina, attraverso la società statale Ukroboronprom, aveva richiesto al Marocco la fornitura di pezzi di ricambio dei T-72.

“In termini teorici vi sono diversi equipaggiamenti di tipo sovietico ancora in dotazione alle forze armate marocchine: oltre ai tank T-72B/BK sono presenti almeno una trentina di lanciarazzi campali da 122 mm BM 21, 12 semoventi antiaerei 2K22 Tunguska M1 con missili antiaerei SA-19 e cannoni da 30 mm, circa 160 cannoni a tiro rapido da 23 mm ZSU, decine di missili anticarro Malyutka e Metis e migliaia di fucili della famiglia AK-47 Kalashnikov di origine rumena, cinese e finlandese”, documenta Analisi Difesa.

Carro armato T-72B/BK, in dotazione alle forze armate del Marocco

“Il Marocco aveva espresso la volontà di mantenere in servizio i T-72B/BK ma potrebbe ottenere da Washington la sostituzione delle  armi girate all’Ucraina con prodotti statunitensi nuovi o di seconda mano come i carri M1A1/A2-Abrams di cui l’esercito di Rabat schiera già 384 esemplari”.

Analisi Difesa rileva infine come il Regno del Marocco, uno degli Stati africani che in ambito ONU si è sempre espresso a favore dell’integrità territoriale dell’Ucraina, “potrebbe fungere da collettore in Africa per conto degli Stati Uniti con l’obiettivo di reperire armi e munizioni di tipo russo/sovietico da fornire a Kiev”.

Il Marocco, insieme alla Tunisia, è stato il primo Paese africano visitato (17- 19 ottobre 2022) dal generale del Corpo dei Marines, Michael Langley, dopo aver assunto l’incarico di comandante di U.S. Africom, il Comando per le operazioni delle forze armate USA in Africa, di stanza a Ramstein, Germania. “La nostra partnership in Nord Africa aiuta e supporta la sicurezza regionale e quella marittima nelle acque oltre il fianco sud della NATO”, ha dichiarato il gen. Langley a Rabat.

Nel corso della missione in Marocco, Michael Langley ha incontrato il ministro Abdellatif Loudiyi (con delega del Capo di governo per l’amministrazione nazionale della difesa) e i vertici delle forze armate marocchine, tra cui il gen. Belkhir El Farouk (comandante della Zona meridionale), il gen. Alaoui Bouhamid (ispettore capo dell’Aeronautica militare) e il viceammiraglio Mostafa El Amai (ispettore generale della Marina). Oggetto degli incontri, la “condivisione di interessi comuni nel settore sicurezza e sulle future aree di possibile cooperazione”, come riporta il Comando di U.S. Africom.

Antonio Mazzeo
amazzeo61@gmail.com
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