Regeni, Zaki? Ma chi sono? Meglio correre in Egitto a vendere armi

Prenderà il via al Cairo lunedì una kermesse di sistemi di morte e distruzione voluta, promossa e patrocinata dal dittatore Abdel Fattah Al-Sisi. Tra gli sponsor Fincantieri

Fincantieri tra gli sponsor dell'edizione EDEX 2021

Speciale per Africa ExPress
Antonio Mazzeo

28 novembre 2021

Capitani d’industrie e conduttori di aziende; veterani iperstellati e pluridecorati; marcanti di cannoni, piazzisti e bussatori porta-a-porta; accaparratori di commesse e dispensatori di bonus al cinque percento; profittatori, cortigiani e imbucati. A sgomitare per posare al cospetto dell’ultimo faraone d’Egitto.

Fincantieri tra gli sponsor dell’edizione EDEX 2021

Tutto e tutti pronti per Egypt Defence Expo – EDEX 2021, l’esposizione internazionale delle industrie di guerra che prenderà il via al Cairo lunedì 29 novembre per concludersi giovedì 2 dicembre. Una kermesse di sistemi di morte e distruzione voluta, promossa e patrocinata dal generale Abdel Fattah Al-Sisi, presidente e comandante supremo delle forze armate del paese nordafricano all’indice per crimini e violazioni dei diritti umani.

Opportunità unica

EDEX rappresenta un’opportunità unica per le industrie militari per mostrare gli ultimi ritrovati tecnologici, le apparecchiature e i sistemi d’armamento in ambito terrestre, marittimo ed aereo e scambiarsi le esperienze”, spiega con enfasi il ministro della Difesa Mohamed Ahmed Zaki, già comandante della Guardia repubblicana e delle forze paracadutiste egiziane. “EDEX punta all’apertura di nuovi orizzonti di cooperazione nell’industria bellica tra l’Egitto e tanti altri paesi al mondo. Siamo certi che l’esposizione di quest’anno crescerà ancora di più per dimensione e impatto rispetto alla prima tenutasi nel 2018”.

Secondo gli organizzatori ad Egypt Defence Expo 2021 parteciperanno più di 400 aziende d’armi provenienti da 42 paesi e sono attesi più di 30.000 visitatori. Alla cerimonia d’inaugurazione sono previste le presenze del presidente Al-Sisi e delle maggiori cariche politiche e militari della Repubblica Araba d’Egitto e di una autorevole rappresentanza di uomini di governo, generali e ammiragli stranieri. All’edizione 2018 per la foto ricordo accanto al dittatore egiziano posavano i ministri della difesa di Emirati Arabi Uniti, Oman, Sudan, Francia, Grecia, Cipro, Sud Sudan, Camerun, Corea del Sud e Somalia.

E in verità le premesse ci sono tutte per trasformare la fiera bellica egiziana in un’occasione di affari e provvigioni multimilionarie per il complesso militare-industriale. Tra gli espositori ci sono i grandi nomi del comparto aerospaziale, missilistico, navale e dei sistemi terrestri a livello mondiale: Boeing, Lockheed Martin, Dassault Aviation, Naval Group, Airbus, BAE Systems, General Dynamics, Motorola Solutions, Raytheon, Rheinmetall, Thales, ecc. ecc..

Stand delle ambasciate

E c’è pure un’infinità di aziende medie e piccole che hanno già piazzato armi leggere, colt, fucili e munizioni in tutti i più sanguinosi conflitti del pianeta.

Ad EDEX 2021 ci saranno pure gli stand di organi di stampa e riviste specializzate nel settore difesa e security, quelli delle Ambasciate al Cairo di Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovacchia, del Ministero della Difesa dell’India, di quello dell’Economia della Romania e finanche dello Stato del Mississippi.

Tra gli espositori di caccia e carri armati ci sarà anche l’International Committee of the Red Cross (ICRC), la Croce Rossa Internazionale, “organizzazione indipendente e neutrale che assicura la protezione e l’assistenza umanitaria alle vittime dei conflitti armati e in altre situazioni di violenza”, così come viene presentata nel catalogo-pamphlet della fiera di Al-Sisi & C..

Presente il Made in Italy

Egypt Defence Expo farà bella mostra di sé, ovviamente, il made in Italy. Numerose e agguerrite le industrie nazionali presenti, segno evidente che l’omicidio del ricercatore Giulio Regeni e le campagne di denuncia sulle repressioni di massa, le carcerazioni e le sparizioni forzate in Egitto non commuovono i signori della guerra di casa nostra. Nel settembre 2020 il ministro per la Produzione militare di fresca nomina, Mohamed Ahmed Morsi, aveva voluto incontrare l’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, “per favorire la cooperazione con le aziende italiane nel campo delle industrie militari e civili”.

“Nel corso dell’incontro – riportava la nota del governo egiziano – un invito è stato anche rivolto alle delegazioni tecniche delle aziende italiane a visitare le aziende di produzione militare egiziane per conoscere le capacità tecnologiche e umane e favorire la collaborazione per la produzione di attrezzature, software, ecc.”.

Presto detto, presto fatto. Così Headline Sponsor della kermesse delle armi è il gruppo leader nazionale – a capitale pubblico – della produzione di fregate, cacciatorpediniere e sottomarini, Fincantieri S.p.A., controllato per il 71,6% dalla Cassa Depositi e Prestiti e fornitore strategico della Marina di guerra egiziana.

C’è anche Leonardo-Finmeccanica

E non poteva ovviamente mancare l’holding cugina del comparto aereo, terrestre, spaziale e delle telecomunicazioni militari, Leonardo S.p.A. (ex Finmeccanica), in mano per il 39% al Ministero dell’Economia e delle finanze, anch’essa partner di lunga data delle forze armate dello stato nordafricano. A EDEX 2021 Leonardo-Finmeccanica sarà presente anche tramite due importanti società partecipate, Leonardo DRS (produttrice di sofisticate tecnologie militari e d’intelligence, con quartier generale in New Jersey) ed MBDA, il maggiore consorzio industriale missilistico europeo (in mano a Leonardo per il 25% e per la restante parte ad Airbus Group e BAE Systems). Per la cronaca MBDA è platinum sponsor della fiera delle armi, insieme al colosso aerospaziale francese Dassault Aviation, altro fornitore chiave di sistemi bellici al regime Al Sisi.

Nell’elenco degli espositori di EDEX 2021 compare solo da una settimana la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD). Membro di Confindustria, AIAD riunisce la quasi totalità delle imprese nazionali che esercitano attività di progettazione, produzione, ricerca e servizi nei comparti aerospaziale, navale, terrestre e dei sistemi elettronici militari.

“La Federazione mantiene stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, università, centri di ricerca e in particolare con il Segretariato Generale della Difesa (l’ente che coordina la ricerca e lo sviluppo dei nuovi sistemi d’arma destinati alle forze armate, nda) e internazionali – tra cui la NATO – al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta”, riporta lo statuto di AIAD.

Alessandro Profumo

Presidente onorario della federazione delle industrie belliche italiane è  Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo S.p.A. e pure presidente dell’ASD – Associazione europea delle Industrie dell’Aerospazio e della Difesa.

Presidente di AIAD è invece l’on. Guido Crosetto (già Dc, poi Forza Italia e infine cofondatore di Fratelli d’Italia), sottosegretario alla Difesa nel IV Governo Berlusconi e dall’aprile 2020 presidente di Orizzonti Sistemi Navali S.p.A., joint venture tra Fincantieri e Leonardo specializzata nella produzione di apparecchiature ad alta tecnologia per le navi militari e nella gestione integrata dei sistemi d’arma.

Di casa in Egitto da tempi remoti è un grande espositore nazionale privato,  IVECO Defence Vehicles S.p.A., con sede principale a Bolzano e stabilimenti pure a Piacenza, Vittorio Veneto e Sete Lagoas in Brasile. Produttore di carri armati, veicoli blindati, motori, componentistica per automezzi da difesa, automezzi per le forze di sicurezza e la protezione civile, IVECO Defence è controllata dall’holding finanziaria italo-statunitense CNH Industrial N.V., in mano a Exor N.V., la cassaforte della famiglia Agnelli.

In Egitto IVECO Defense può contare su un proprio agente di rappresentanza, l’azienda Engines interamente controllata da Shoura Group, importante gruppo finanziario-agroindustriale. Engines è uno dei maggiori fornitori del Ministero della Difesa e di quello dell’Interno specie per ciò che riguarda i veicoli anti-sommossa e per il trasporto truppe e detenuti.

La società di Bolzano torna ad EDEX dopo il successo ottenuto alla prima edizione quando aveva esibito i nuovi modelli di veicoli da trasporto militari e forze di polizia MUV (Utility Vehicle) e i blindati anfibi VBTP 6×6. Secondo alcune riviste specializzate, nel 2018 IVECO Defense riuscì a vendere agli egiziani alcuni MUV 4×2 “utilizzati principalmente per il trasporto di personale militare nella capitale”.

Repressione della polizia

Qualche mese prima della commessa, un rapporto di Amnesty International sulle armi francesi utilizzate dalla polizia di Al-Sisi per reprimere le manifestazioni aveva denunciato che nel violento intervento scatenato contro i lavoratori e gli studenti nei pressi dell’Al-Azhar University del Cairo, il 27 luglio 2013, insieme ai blindati Sherpa LSW venduti da Arquus (già Renault Trucks Defens), i reparti delle forze speciali egiziane avevano impiegato mezzi da trasporto e veicoli leggeri di produzione IVECO. L’uso di blindati dell’azienda italiana da parte delle unità di polizia è stato documentato dalla Lega francese per i Diritti Umani (LDH), dall’Observatoire des armements e dall’Istituto del Cairo di Studi sui Diritti Umani (CIHRS) pure per reprimere nel sangue le manifestazioni popolari del giugno 2018.

A seguito dell’ennesimo brutale intervento contro le pacifiche proteste anti-regime del 20 settembre 2019 (centinaia di manifestanti feriti e oltre .4.300 arresti arbitrari di cittadini – tra cui 161 donne e 177 minori – giornalisti, avvocati, attivisti e difensori dei diritti umani), gli europarlamentari del GUE/GNL hanno presentato una mozione a Strasburgo denunciando che le forze di polizia egiziane si erano avvalse “di automezzi e blindati di produzione francese e dell’italiana IVECO”.

“L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono adottare una decisione che proibisca la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di ogni tipo di equipaggiamento e aiuto militare che possa essere utilizzato per la repressione interna in Egitto, incluse le tecnologie di sorveglianza e i sistemi di sicurezza che facilitino l’attacco contro i difensori dei diritti umani e la società civile”, avevano poi inutilmente chiesto gli europarlamentari.

Non poteva mancare ad EDEX 2021 lo stand di una delle maggiori produttrici al mondo di armi da fuoco leggere, la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.p.A. di Gardone Val Trompia (Brescia).

Pistole Beretta

Controllata dalla Beretta Industrie S.p.A. che a sua volta fa parte del Gruppo Beretta Holding SA (678,3 milioni di euro di fatturato nel 2018), da decenni l’azienda rifornisce di pistole e fucili le forze armate e di polizia egiziane. Secondo l’Osservatorio permanente sulle armi leggere OPAL di Brescia, nel solo 2014 il governo italiano ha autorizzato la vendita al Cairo di oltre 30 mila pistole, soprattutto del modello “Beretta F92”.

“Per anni l’Italia è stato l’unico Paese dell’UE che, dalla presa del potere del generale Al-Sisi, ha inviato armi utilizzabili per la repressione interna”, ha commentato il ricercatore Giorgio Beretta di OPAL. In una foto pubblicata da Egypt Defense Review il 15 aprile 2018, alcuni appartenenti alle forze speciali egiziane sono stati ritratti armati di fucili Beretta GRX-160 in configurazione lanciagranate durante un’operazione in Sinai.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Egypt Today, l’allora ministro della Produzione Militare Mohamed El Assar ha ricevuto il 6 aprile 2019 una delegazione ufficiale dalla Fabbrica d’Armi Pietro Beretta per discutere sulla possibilità di produrre le pistole modello M9 da 9mm in Egitto.

“Al meeting le due parti hanno concordato di stabilire un comitato per approfondire ulteriori opportunità di cooperazione e investimento in campi di comune interesse”, aggiungeva Egypt Today. “E’ stato deciso inoltre di accrescere le modalità di collaborazione e gli investimenti tra Beretta e AZSI – Abu Zaabal Company for Specialized Industries (gruppo industriale con sede ad Al Khanka, Qalyubia.  nda). Il Presidente della società italiana Franco Gussalli Beretta, da parte sua, ha affermato la necessità di una simile cooperazione dove l’Egitto fornisca risorse umane qualificate, unità tecnologiche e linee produttive in grado di competere nei mercati internazionali”.

Una pistola Beretta

L’ipotesi di produrre in Egitto pistole con brand Beretta è stata avanzata anche in occasione dell’incontro tra il ministro Morsi e l’ambasciatore Cantini nel settembre 2020, “anche in cooperazione con la società tedesca Rheinmetall” (la stessa che esercita il controllo su RWM Italia, l’azienda che produce in Sardegna e a Brescia le bombe impiegate dalle forze armate saudite in Yemen).

Oltre centomila carabine

La storica società della Val Trompia sarà presente alla kermesse bellica anche con uno stand della Benelli Armi S.p.A., azienda produttrice di fucili semiautomatici per uso militare (anti-guerriglia e anti-terrorismo), venatorio e sportivo, con sede a Urbino. Fondata nel 1967 dall’omonima famiglia di industriali produttori di motoveicoli, dal 1983 Benelli Armi è passata sotto il controllo di Beretta Holding. Oggi esporta in 78 paesi e tra i suoi maggiori clienti vanta il Corpo dei Marines USA.

“Nel periodo compreso tra il gennaio e l’ottobre 2015, l’Italia ha esportato all’Egitto fucili e carabine per 1.364.738 euro; di questi, in buona parte sono stati prodotti dalle Benelli Armi di Urbino”, ha documentato ancora una volta l’Osservatorio permanente sulle armi leggere. “Non si tratta di armi da guerra destinate all’esercito (con quelle si sale a 3.723.888 euro), perché altrimenti non comparirebbero nel fatturato del commercio estero. Escludendo che all’ombra delle piramidi sia scoppiata una passione per il tiro sportivo o per l’attività venatoria, è probabile che il carico sia stato venduto alla polizia e alle forze di sicurezza egiziane”.

Tra le industrie italiane che saranno presenti alla seconda edizione di EDEX compaiono poi Intermarine S.p.A. (società con sede ufficiale a Sarzana, La Spezia, che progetta, costruisce ed equipaggia cacciamine, imbarcazioni d’assalto, pattugliatori veloci e navi logistiche e da trasporto) ed Elettronica S.p.A. (tra le maggiori produttrici internazionali di sistemi di difesa e attacco elettronici, cyber security, tecnologie elettro-ottiche e a infrarossi, apparecchiature di sorveglianza e intelligence).

Ci sono poi alcune imprese meno note al grande pubblico ma anch’esse con un ruolo rilevante nella produzione ed esportazione di sistemi militari:  Polomarconi.it (quartiere generale a Verona e centro di ricerca e stabilimento a Bergamo, specializzata in antenne radar, sistemi elettronici avanzati, software, apparecchiature per il controllo del traffico aereo); Cristanini S.p.A. di Rivoli Veronese (particolarmente attiva nei settori della decontaminazione e detossificazione CBRN, cioè chimica, batteriologica e nucleare).

Nella lista finale degli espositori italiani di EDEX c’è poi RI-Group, azienda che opera dal 1973 a Leverano (Lecce), di proprietà della famiglia Tafuro, con stabilimenti e sedi di rappresentanza in Italia, Kosovo, Libano, Gibuti ed Emirati Arabi e “attività consolidate” ad Haiti, Iraq e Afghanistan. In “sinergia con Governi e organismi Internazionali come ONU, Unione Europea e NATO”, RiGroup si gloria della produzione di SurBunker (strutture modulari blindate che “garantiscono la sopravvivenza del personale in siti e situazioni ostili”, trasportabili su camion, treno e navi), military compound, complessi abitativi e relativi servizi per le forze armate, officine per la manutenzione dei veicoli da guerra, shelter per il controllo delle persone, garitte, bunker, depositi munizioni, sistemi di videosorveglianza, torri telescopiche.

Mercati africani

Alla conquista dei mercati africani e mediorientali si lancia pure Explorer Cases, brand nella titolarità di GT Line S.r.l. di Bologna, azienda che progetta e costruisce valigie e contenitori per trasportare equipaggiamenti digitali, armi, munizioni e accessori per uso militare ed ordine pubblico. Dulcis in fundo a rappresentare il tricolore a EDEX 2021 ci sarà PIGO S.r.l. di Vicenza, azienda “specializzata nella costruzione di congelatori, liofilizzatori ed essiccatori e macchinari per la surgelazione e la lavorazione della frutta e verdura”. Ovvio che i militari mangino e non solo combattano, per cui meglio attrezzarsi in tempo.

Per la presenza delle industrie straniere nei padiglioni della fiera del Cairo, il ministero della difesa egiziano e gli altri organizzatori si sono affidati a differenti agenti internazionali. Per il Sistema Italia ci ha pensato Ediconsult Internazionale S.r.l., azienda di Genova la cui amministratrice delegata è Ida De Mari, “rappresentante esclusiva di oltre 50 pubblicazioni estere, prodotte da editori leader nei propri settori” e “una competenza specifica nel settore fieristico internazionale”. Prime fra tutte le fiere della Difesa e della Sicurezza: in India, Emirati Arabi, Qatar, Turchia, Israele, Russia, Polonia, Regno Unito, Francia, Bahrein, Thailandia, Colombia ed Egitto. Le tante guerre hanno bisogno di tante vetrine.

Antonio Mazzeo
amazzeo61@gmail.com
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Defilé industria bellica italiana a Egypt Defence ExPo alla faccia di Regeni e Zaki

 

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.