Afghanistan: le scuse dell’ex presidente Ghani, gli accordi di Doha e la settimana del martire

Speciale Per Africa ExPress
Tahmina Arian*
9 settembre 2021

 

Le scuse dell’ex presidente Mohammad Ashraf Ghani alla nazione afghana

Ashraf Ghani, che inaspettatamente ha lasciato la sua nazione il 15 agosto con l’arrivo dei talebani a Kabul, si è espresso attraverso uno statement basato sulle accuse che gli sono state rivolte. Era stato accusato di aver portato con sé milioni di dollari che appartenevano al popolo afghano. Per difendere la sua posizione, ha negato questa accusa invitando auditor ufficiali o investigatori finanziari per dimostrare che ciò che dice è vero.

Mohammad Ashraf Ghani, ex presidente dell’Afghanistan

La nazione afghana, che conosce ed consapevole della propria storia, solleva interrogativi e ripensa ad alcuni degli accordi firmati dai re passati nella storia dell’Afghanistan, come gli accordi di Lahor, Gandomak, Durand e Rawalpindi. La nazione, che sta soffrendo immensamente, adesso è molto più preoccupata per l’accordo del Qatar (ndr accordi di Doha).

Dopo gli accordi di Doha:

I talebani sono entrati gradualmente a Kabul, in Afghanistan. Recentemente i talebani hanno annunciato il gabinetto del loro governo, composto da soli uomini, solo un’etnia, senza donne e giovani. Questo gabinetto non include nessuno ed è formato solo da talebani: comprende un primo ministro nella lista dei terroristi delle Nazioni Unite, un ministro degli interni ricercato dall’FBI, un ministro dell’informazione rilasciato da Guantanamo. Questi sono i leader  governeranno 30 milioni di afgani.

Il popolo afghano ora sta mettendo in discussione il ruolo delle Nazioni Unite, specialmente degli Stati Uniti, che hanno praticato una politica ingiusta con il rischio di uccidere milioni di civili, comprese le proprie forze armate.

9 settembre 2021, la “settimana del martire”.
Oggi è l’anniversario della morte del leader Ahmad Shah Massoud (1953-2001)

Al primo leader della resistenza afghana, Ahmad Shah Massoud, noto anche come eroe nazionale o leone del Panjshir, è stata ripetutamente offerta una posizione di potere dai talebani che cercavano in questo modo di impedire la sua resistenza, ma il leader ha sempre rifiutato perché voleva che l’Afghanistan fosse un Paese democratico sicuro, dove ci fosse protezione, dove tutte le etnie potessero governare insieme condividendo il potere.

Ahmad Shah Massoud era contrario all’idea di un “Emirato dell’Afghanistan”. E’ stato assassinato in un attentato suicida nel distretto di Khajwa Bahawuddin a Takhar da due membri di Al-Qaeda nel settembre 2001.

L’anniversario della morte di Massoud è celebrato ogni anno in Afghanistan, oggi il 9 settembre.

Tahmina Arian
*Autrice del libro “Burka: Not My Identity”
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(traduzione di Sara Mauri)