Notte di ferragosto da campione per ugandese: batte record sui 5mila metri

Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
17 agosto 2020

E’ uno dei “piedipiatti” più veloci dell’Uganda. No, dell’Africa. Anzi, del pianeta. Insegue i record, non i fuorilegge. Non arresta nessuno, “cattura” medaglie d’oro.

Il I dicembre 2019 a Valencia, Spagna, ha stabilito il primato mondiale sui 10 mila metri in 26’38”.

Il 29 agosto 2019 ha dominato i 5 km al meeting di Zurigo della Diamond League, la più prestigiosa competizione internazionale di Atletica.

Il 6 ottobre 2019 è divenuto campione mondiale sui 10 mila metri a Doha, in Qatar.

Il 16 febbraio scorso ha fissato il record dei 5mila metri su strada, a Monaco (Principato) con il tempo di 12’51”.

L’ugandese oshua Kiprui Cheptegei, vincitore dei 5.000 metri a Monaco

La notte di Ferragosto, il 14 scorso, sempre a Monaco, ha ottenuto il miglior tempo di sempre sui 5 mila metri in pista con uno strabiliante 12’35’36”. “Una velocità pazzesca”, ha commentato il sito super specializzato LetsRun. “Superman”, lo ha definito la BBC. “Principe” di Montecarlo, lo ha incoronato la Gazzetta dello Sport.

Corri, poliziotto, corri. Ufficialmente, infatti, sarebbe solo un agente scelto del Dipartimento sportivo della Polizia Ugandese

Il suo nome, non sconosciuto neppure ai nostri lettori, è Joshua Kiprui Cheptegei, 23 anni, nato il 12 settembre 1996 a Kopchorwa, 1800 metri d’altezza in Uganda orientale. E’ lui ad aver demolito il record sui 5 mila metri piani che durava da 16 anni 2 mesi e 14 giorni. Era stato l’etiope Kenenisa Bekele, oggi trentottenne, a fermare, il 31 maggio 2004, i cronometri e a stupire il mondo dell’atletica, in 12’37’35”.

L’altra notte nello stadio Louis II di Monaco , durante un meeting della Diamond League 2020, è stato Cheptegei a spostare il limite umano con un passo e una agilità che hanno lasciato tutti a bocca aperta.

Chi è interessato può guardare la sua corsa su https://www.worldathletics.org/news/feature/joshua-cheptegei-world-5000m-record-monaco.

A un occhio anche distratto non sfuggirà come l’atleta ugandese abbia doppiato qualcuno dei suoi 14 avversari. Un’abitudine che non ha perso. Nel 2015, all’età di 18 anni, Joshua era studente di lingue e letteratura all’università avventista Bugema. Durante gli Eastern Africa University Games, che si svolgevano alla Uganda Christian University di Mukono (centro Uganda) si impose sui 10 mila metri doppiando il secondo e il terzo concorrente.

“Monaco è un posto speciale per me – ha commentato Joshua dopo l’impresa di Ferragosto –. Uno di quei luoghi dove poter battere il record mondiale. C’è. però, voluto un cambio di mentalità per conservare le motivazioni quest’anno in cui tutti siamo stati costretti a stare in casa a causa della pandemia”.

Cheptegei ha infatti trascorso il lockdown, seguito dal suo allenatore olandese, Addy Ruiter, a Kapchorwa, borgo natale anche di un’altra celebrità mondiale: Stephen Kiprotic, (già guardia carceraria), medaglia d’oro alla maratona delle Olimpiadi di Londra nel 2012.

Joshua Cheptegei

E’ stato bello e brutto allenarsi, non in Olanda dove risiedo, ma vicino alla mia famiglia e alla mia comunità – ha dichiarato il religiosissimo Cheptegei a World Athletics.com –. Mi ha consentito di trascorrere molto tempo con i miei, anche se ho sofferto molto l’assenza delle gare. Le competizioni sono il mio sangue. Mi sono dedicato al giardinaggio ma soprattutto a rimettere a nuovo la scuola primaria compresa l’imbiancatura delle pareti”. Per fortuna, lo scarso numero di casi di Covid 19 in Uganda gli ha consentito la ripresa degli allenamenti già due mesi fa e di arrivare, quindi, preparato alla sfida al record mondiale.

E’ stato invece complicato raggiungere l’Europa a causa delle restrizioni negli spostamenti. Ci sono voluti 3 giorni e mezzo di viaggio da Kampala in Costa Azzurra con sosta di 22 ore a Istanbul. Tutto grazie a un volo charter organizzato nientemeno che dal presidente ugandese, Yoweri Kaguta Museveni. Il lungo estenuante viaggio, il clima caldo e umido della notte monegasca, il fatto di aver corso mezza gara da solo, senza le cosiddette lepri non gli hanno impedito dal centrare l’obiettivo cui puntava da 16 mesi: battere il primato dell’etiope Bekele.

E ora? “Voglio conoscere quali siano i miei limiti, intendo dominare la pista per i prossimi anni, devo inseguire ancora uno o due record mondiali…”

Corri, poliziotto, corri. Continua la tua caccia.

Costantino Muscau
muskost@gmail.com

Dalla droga alla medaglia d’oro: ai mondiali di atletica a Londra l’Africa sbaraglia tutti