Al-Shebab scatenati in Kenya e in Somalia: mercoledì di sangue

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
20 febbraio 2020

Il bus della Moyale Raha era appena partito da Moyale (Kenya), città nel triangolo Kenya-Etiopia-Somalia, alla volta della capitale Nairobi, quando un gruppo di uomini armati, travestiti da poliziotti kenioti, hanno cercato di fermare il pullman, inscenando un posto blocco.

Ma l’autista, secondo quanto riporta il proprietario della compagnia, Haji Abass, non ci è cascato. Anzi, ha schiacciato l’acceleratore; allora i presunti miliziani al-Shebab hanno aperto il fuoco e hanno sparato contro i pneumatici dell’automezzo. L’autista, ferito, ha perso il controllo del bus, che è andato a finire in un fosso. A quel punto i terroristi hanno fatto uscire tutti passeggeri e, a sangue freddo, ne hanno uccisi 3: uno tra loro era musulmano, mentre due abbracciavano altra fede.

Si tratta dell’ennesima vendetta contro la presenza di truppe keniote nel contingente di pace dell’Unione Africana, stanziate in Somalia per arginare le continue incursioni degli islamisti nella ex colonia italiana.

Dall’inizio dell’anno molte scuole sono state chiuse nelle contee confinanti con la Somalia (Mandera, Garissa e Wajir), dove gli attacchi dei sanguinari al-Shebab si susseguono senza sosta.

Ieri i terroristi somali si sono scatenati in ogni dove, non solo in Kenya. In Somalia hanno attaccato due basi militari nel Basso Scebeli, nel sud del Paese. Un kamikaze si è fatto esplodere nella sua auto alle 2 di notte, ora locale, alla base el-Salini. Un folto gruppo di terroristi armati hanno poi occupato il campo finchè non sono arrivati i rinforzi, che hanno respinto gli aggressori.

Al-Shebab in Kenya

La seconda incursione ha avuto luogo solo poche ore dopo, verso le 5 del mattino. Stavolta è stata presa di mira la base di Qoryooley, vicino Merca. Un’autovettura carica di esplosivo ha distrutto parzialmente il ponte che porta all’accampamento militare. Le forze armate somale e i caschi verdi dell’Unione Africana sono riusciti a respingere l’attacco dei miliziani al-Shebab, che continuano ad avere il controllo di vaste zone nel sud e nel centro della ex colonia italiana. Le aggressioni del gruppo armato si verificano un po’ ovunque nel Paese, compresa la capitale Mogadiscio. Gli obiettivi preferiti dai terroristi sono edifici governativi e/o infrastrutture militari, con lo scopo di rovesciare l’attuale governo, appoggiato dall’occidente, per imporre la sharia in Somalia.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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