Zimbabwe: miliardario paga lo stipendio a medici per porre fine allo sciopero

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
23 gennaio 2020

Strive Masiyiwa, miliardario e filantropo originario dello Zimbabwe, ma residente a Londra, è disposto a pagare gli stipendi ai giovani medici del suo Paese. I camici bianchi sono in sciopero da oltre 4 mesi, mettendo così in ginocchio il già precario sistema sanitario.

L’uomo d’affari, presidente e fondatore di Econet Wireless (società di telecomunicazioni, media e tecnologia) metterà a disposizione 6,25 milioni di dollari, che dovrebbero coprire i salari di 2000 medici per i prossimi 6 mesi.

Strive Masiyiwa, miliardario e filantropo originario dello Zimbabwe

Ognuno di loro riceverà 300 dollari. Attualmente lo stipendio mensile di un medico difficilmente supera i 100 dollari, metà di questi vengono assorbiti dagli elevati costi dei mezzi pubblici.

L’indennità mensile per i dottori sarà finanziata da Higherlife Foundation, fondazione appartenente al filantropo. Cosa succederà una volta trascorsi i sei mesi non è ancora chiaro, vista la catastrofica situazione economica della ex colonia britannica. L’ex granaio dell’Africa, flagellato da catastrofi naturali, inflazione, povertà, disoccupazione e sanzioni economiche rischia la più grave crisi alimentare della sua storia: il 50 per cento della popolazione è minacciata da insicurezza alimentare. Infatti, proprio per far fronte alla siccità, la Commissione Europea ha stanziato un fondo di 22,3 milioni di euro a 5 Paesi dell’Africa meridionale, tra questi anche lo Zimbabwe, che potrà usufruire di 16,8 milioni.

Intanto l’Associazione dei medici ospedalieri dello Zimbabwe (ZHDA) ha accettato l’offerta Masiyiwa, tuttavia i dottori del servizio pubblico sono preoccupati per il futuro e auspicano che si possa trovare una soluzione a lungo termine.

Sciopero dei medici ospedaliero nello Zimbabwe

Masimba Ndoro, vice presidente di ZHDA, ha inoltre fatto notare che ci sono molti altri problemi da risolvere: negli ospedali mancano non solo i medicinali, ma anche guanti, disinfettanti, garze e altri utensili sanitari basilari, che devono essere acquistati dai familiari dei pazienti nelle farmacie. Ndoro ha infine aggiunto: “Buona parte della popolazione fa davvero fatica a mettere in tavola un pasto al giorno e ci piange il cuore dover chiedere ai congiunti di procurare medicinali e quant’altro per i malati. Nei nostri nosocomi manca tutto ormai”.

E proprio in questi giorni è stato lanciato un nuovo allarme dal governo: le riserve di grano stanno per terminare. Lo ha fatto sapere il ministro dell’agricoltura, Perrance Shiri, precisando che sono rimasti solamente 100.000 tonnellate nelle riserve strategiche statali e i prezzi d’importazione sono alle stelle.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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