Nairobi, squilibrato cerca di accoltellare guardia all’ambasciata americana. Abbattuto

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 27 ottobre 2016

E’ sembrato un terrorista solitario armato di coltello, invece era solo uno squilibrato invasato, l’uomo che oggi pomeriggio intorno alle 3 ha cercato di ammazzare una guardia in servizio davanti ai cancelli dell’ambasciata americana a Nairobi.

L'attuale ambasciata americana a Nairobi
L’attuale ambasciata americana a Nairobi

Pronta la reazione delle sentinelle armate che presidiano le legazione: hanno sparato immediatamente neutralizzando l’attentatore. Non si sa se sia stato ucciso e solo ferito. Testimoni oculari hanno raccontato che l’uomo è caduto al suolo e solo dopo qualche minuto i guardiani si sono avvicinati con grande circospezione, forse per paura che indossasse una cintura esplosiva, e l’hanno portato via.

La zona è stata immediatamente isolata. L’attentato non è stato ancora rivendicato.

L’ambasciata americana è stata costruita davanti all’enorme quartier generale delle Nazioni Unite nel quale lavorano 5 mila persone. La vecchia ambasciata sorgeva nel centro della capitale keniota ed è stata devastata da un tremendo attentato nell’agosto del 1998.

Un soldato americano di guardia all'ambasciata poche ore dopo la violenta esplosione del 7 agosto 1998 in cui la legazione fu distrutta (AP Photo/Sayyid Azim)
Un soldato americano di guardia all’ambasciata poche ore dopo la violenta esplosione del 7 agosto 1998 in cui la legazione fu distrutta (AP Photo/Sayyid Azim)

Morirono più di 200 persone quasi tutti locali. Un camioncino carico di esplosivo riuscì a entrare nel parcheggio sotterraneo del palazzo che la ospitava. A quel punto il conducente lo fece saltare per aria, facendo crollare l’intero edificio.

L’attentato, contemporaneo a quello molto meno devastante che colpì l’ambasciata americana a Dar Es Salaam in Tanzania, fu rivendicato da Al Qaeda.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

 

 

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi