Niger, lo scandalo del “traffico dei neonati” investe la politica

baby in braccioSpeciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 4 dicembre 2014

La Corte Costituzionale del Niger ha dichiarato vacante il posto di “Portavoce dell’Assemblea Nazionale” lo scorso 20 novembre, chiedendo ai parlamentari di eleggere un successore entro quindici giorni. Hama Amadou, che occupava questa posizione, è fuggito alla fine di agosto, dopo che gli è stata revocata l’immunità parlamentare perché accusato di essere coinvolto in un traffico di bambini. E’ scappato prima in Burkina Faso, poi in Belgio e ora si trova in Francia. Il 30 settembre un giudice del Niger ha emesso un mandato di cattura nazionale.

Babies in cullaFine giugno, una delle mogli di Amadou è stata arrestata nell’ ambito dell’inchiesta “traffico dei neonati” che per la maggior parte provengono dalle cosiddette “baby factories” in Nigeria. Insieme a lei sono finite in carcere altre 16 persone, per lo più donne. Il 23 agosto scorso anche il ministro dell’agricoltura, Abdou Labo, e sua moglie sono stati indagati. Lui è finito in prigione.

Dalla Francia Amadou, tramite i suoi avvocati, insiste sottolineando: “Le accuse rivolte alla mia persona sono solamente di natura politica, perché sono l’avversario chiave del presidente Mahamadou Issoufou alle prossime elezioni del 2016”. I suoi avvocati affermano che il dossier giudiziario del loro cliente è tuttora vuoto, anche se nel mandato d’arresto è accusato di complicità in supposta sottrazione di minori, falso e dichiarazioni non veritiere e menzognere.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes

 

 

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi