Congo-K: furiosi combattimenti tra ribelli dell’M23 ed esercito per il controllo di Goma

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 17 novembre 2012

Furiosi combattimenti nell’est del Congo tra i ribelli dell’M23 (appoggiati da soldati ruandesi) da una parte e le truppe governative (sostenute dai ribelli ruandesi del Fronte Democratico per la Liberazione del Ruanda) dall’altra. Gli uomini dell’M23 minacciano la città di Goma, capoluogo del nord Kivu, che si è svuotata. Migliaia di persone in fuga hanno trovato rifugio sia in Uganda che in Ruanda.

I due nemici si accusano l’un l’altro di aver cominciato le ostilità. Sul campo i guerriglieri hanno guadagnato terreno e hanno catturato Kibumba un villaggio a 30 chilometri da Goma. Nonostante la Monusco (la missione dell’Onu in Congo) abbia usato elicotteri per bombardare le posizioni ribelli, l’avanzata degli irregolari verso Goma sembra irresistibile. “Sono sostenuti da truppe ruandesi”, ha accusato il governatore del Nord Kivu, Julien Paluku, ammettendo che le sue truppe sono in ritirata.

Il Ruanda ha respinto le accuse e ha invitato ribelli e governo a deporre le armi (anche perché, ha protestato, “alcune bombe sono cadute sul nostro territorio, ferendo alcuni contadini”) e a sedersi al tavolo della trattative.

Funzionari delle Nazioni Unite hanno assicurato che le truppe ruandesi sono presenti in Congo e hanno chiesto che il Consiglio di sicurezza imponga sanzioni al Ruanda. Ma il Ruanda oggi siede in Consiglio di Sicurezza (eletto qualche settimana fa) e quindi è quasi impossibile che possa passare una risoluzione contro Kigali.

Abitanti di Goma, contattati via internet (è il modo migliore, i telefoni potrebbero essere controllati e quindi questo genera paura negli interlocutori dei giornalisti), hanno raccontato “che soldati ruandesi travestiti da congolesi sono già in città”. (C’è da dire, però che molti congolesi di origine tutsi possono essere facilmente essere scambiati per ruandesi). “La mia famiglia – ci ha raccontato un cittadino di Goma – l’ho già spedita a Giseni (la città gemella di Goma ma in territorio ruandese, ndr). Io sono rimasto qui a difendere la mia casa. Se l’M23 prende la città ci saranno saccheggi e vendette”.

Secondo questo interlocutore il personale dell’ONU è stato evacuato da Goma e i posti di frontiera con il Ruanda sono intasati dalla gente in fuga. E’ difficile fare un bilancio dei morti che sono comunque parecchi.

Al telefono il presidente del gruppo ribelle M23, il vescono Jean-Marie Runiga Lugerero, non ha dubbi: “Noi cercavamo una soluzione pacifica, sono stati i responsabili dell’esercito congolese che giovedì ci hanno attaccato e aperto le ostilità. Siamo convinti che solo un dialogo sincero possa portare alla pace: siamo pronti ma siamo pronti anche a perseguire la soluzione armata se ci costringono a questo”

Massimo A. Alberizzi
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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi