Centinaia di manifestanti indipendentisti sahrawi hanno marciato per le strade di El Ayoune, la più grande città del Sahara occidentale, durante il fine settimana. Secondo i media marocchini si tratta della più grande protesta nella regione da diversi decenni. Circa 500 persone, dicono le fonti ufficiali, hanno marciato pacificamente nel tardo pomeriggio di sabato. La sera ci sono stati diversi scontri tra dimostranti e polizia: 21 agenti sono rimasti feriti. Secondo, Hamoud Iguilid, rappresentante locale della Associazione marocchina per i diritti umani, intervistato dalla France Press, sono rimasti feriti anche diversi attivisti.
Eritrea, la lunga mano della dittatura che torchia i suoi cittadini anche all’estero
Si conclude con questa terza puntata l’inchiesta di Enrico Casale sui ricatti e taglieggiamenti subiti dai cittadini eritrei da parte della loro ambasciata, Africa ExPress ha pubblicato gli articoli per gentile concessione della rivista Popoli.
La minaccia di arresto in ambasciata è abbastanza comune. “Una mia amica eritrea – racconta Yoannes – si è recata al consolato per rinnovare il passaporto. Qui le hanno detto che per avere il nuovo documento doveva presentare anche la carta d’identità eritrea”.
Eritrea, i ricatti e le minacce a chi, residente all’estero, non paga la tassa del 2 per cento
Per gentile concessione della rivista Popoli, pubblichiamo la seconda puntata dell’inchiesta di Enrico Casale sul balzello del 2 per cento che i cittadini eritrei all’estero sono costretti a pagare alle loro ambasciate o ai loro consolati, altrimenti gli viene negato il diritto ad avere i documenti o a spedire pacchio o corrispondenza ai loro cari in patria. La cosa più odiosa è che senza documenti dell’ambasciata, gli eritrei hanno anche difficltà ad ottenere documenti dalle autorità italiane.
Eritrea, lo stato che ricatta i suoi cittadini all’estero
Il governo eritreo impone arbitrariamente agli emigrati nel nostro e in altri Paesi un tributo del 2 per cento sui redditi. A chi non paga non vengono rinnovati i documenti, viene impedito di compiere atti giuridici in patria ed è proibito inviare aiuti alla famiglia. Una situazione che nasconde interessi poco chiari, tollerata dalle autorità italiane.
di Enrico Casale
Aiuti arrivati in ritardo: uccisi dalla fame in meno di due anni 260 mila somali (la metà bambini)
Africa ExPress
2 maggio 2013
Quasi 260 mila somali sono morti di fame durante la crisi umanitaria che ha sconvolto l’ex colonia italiana dall’ottobre 2010 all’aprile 2012. La metà delle vittime, 133 mila, erano bambini sotto l’età dei 5 anni. Le cifre sono così alte – rivela un rapporto delle Nazioni Unite – perché la comunità internazionale ha tardato a intervenire.
Due giorni di violenti scontri in Nigeria, l’esercito devasta una città roccaforte di Boko Haram
Il 16 e 17 aprile scorsi sono stati giorni di devastazione e morte per gli abitanti di Baga, centro del Borno State, all’estremo nord della Nigeria sulle rive del Lago Ciad. I miliziani dell’organizzazione radicale islamica Boko Haram hanno attaccato una pattuglia militare e ucciso un soldato. La reazione dell’esercito non si è fatta attendere. Gruppi armati sono entrati casa per casa ammazzando, saccheggiando, distruggendo.
Ghana, i leader tradizionali vietano gli omicidi rituali di bambini disabili
Massimo A. Alberizzi
30 aprile 2014
I leader locali nel nord del Ghana hanno annunciato l’abolizione degli omicidi rituali di bambini innocenti nati con disabilità fisiche. Secondo le superstizioni si crede che i bimbi nati con qualche handicap siano posseduti da spiriti maligni. I “figli spirituali”, come vengono chiamati, sono considerati come portatori di sventura e magari pronti a far bere a genitori e parenti pozioni velenose per ucciderli.
A Niamey non c’è lavoro ma il 1° maggio si festeggia ugualmente
Ci sarà il corteo del primo maggio e la sfilata di quanto rimane dei lavoratori di Niamey. Invece i sindacati sono tanti e troppi per essere credibili. Piccole industrie e qualche tentativo di laboratorio nella zona industrriale sulla strada di Saga colpita dall’inondazione. Ci sono gli impiegati dei ministeri e le migliaia di insegnanti dai contratti precari. Le ONG che rappresentano la società civile infiltrata e pagata dal potere. Sono due anni che è iniziato il ‘Rinascimento’ del Niger. Non è invece rinato il modo di interpretare la politica. Il Niger si è offerto di occupare l’ultimo posto della lista dei paesi nell’indice di sviluppo umano.Il corteo del primo maggio è uno dei riti della repubblica.
Uomini armati bloccano il ministero degli Esteri a Tripoli
Almeno duecento uomini armati, a bordo di 20 camionette armate con cannoncini antiaerei e mitragliatrici pesanti, hanno circondato il ministero degli esteri a Tripoli. Hanno chiesto che chi lavorava per il regime del deposto dittatore Muammar Gheddafi fosse allontanato dal posto di lavoro. Loro compagni armi in pugno si sono posizionati all’entrata della strada che conduce al ministero e hanno dirottato il traffico per tenere isolato il palazzo. Altri hanno picchettato l’edificio e impedito l’entrata di chi ci lavora.
I ribelli sudanesi occupano una città a 500 chilometri da Khartoum
Dopo mesi di stasi, scaramucce assalti, imboscate o scontri veloci, riprende alla grande la guerra in Sudan, per il controllo del Darfur, del Sud Kordofan e del Blue Nile. . Gli uomini del JEM (Justice and Equality Movement) si stanno avvicinando a Khartum e ieri hanno conquistato la città di Um Rawaba, nel Nord Kordofan, a est di El Obeid e a 500 chilometri dalla capitale. I portavoce del JEM hanno confermato la notizia negando violenze sulla popolazione civile e saccheggi. Al contrario lo stringer di Africa ExPress da Khartum ha invece confermato che secondo informazioni raccolte via telefono, i ribelli quando sono entrati a Um Rawaba hanno razziato il mercato e alcune banche.
