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mercoledì, Febbraio 4, 2026

Quei governi fatti saltare da USA anche con l’aiuto degli squadroni della morte – 3

Speciale Per Africa ExPress Massimo A. Alberizzi 31 gennaio...

Un convegno sull’Iran a Mendrisio si trasforma in una rissa

Speciale per Africa ExPress Agnese Castiglioni* Mendrisio, 2 febbraio...

Mozambico, in un libro biosofia e biosfera del popolo Macùa, dove Dio è anche madre

Speciale per Africa ExPress Sandro Pintus 24 gennaio 2026 Pwiyamwene,...
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Week end di sangue nel nord del Kenya. Massacrate in scontri etnici una dozzina di persone

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Dal Nostro Inviato Speciale

Sono tutti musulmani ma le rivalità etniche non hanno religione, specie quando in ballo ci sono interessi economici e motivazioni politiche. Così venerdì sera un gruppo di gabra, provenienti dall’Etiopia aiutati e sostenuti da garre, una tribù di etnia somala, hanno attaccato i borana, che sono la maggioranza nella contea di Marsabit ai confini tra l’ex impero abissino e l’ex colonia britannica. Tre morti.

Le cicatrici delle guerre

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Mauro Armanino è un missionario
italiano impegnato a Niamey.
Collabora spesso con Africa ExPress

Niamey, agosto 2013

Le guerre non finiscono mai. Sporche guerre che uccidono e feriscono chi non c’entra. Vorrei che i figli dei fabbricanti di armi fossero tra i profughi della guerre lontane. E che le figlie dei politici che dividono il mondo sentano il sapore delle ferite. Le guerre continuano sempre. Creano generazioni perdute che inseguono la vita. Non esistono più le guerre di liberazione ma solo quelle di disperazione. La storia universale è un’invenzione. Solo esistono le storie singole che si raccontano e stanno insieme per passare la notte. La vita è una ferita che diventa cicatrice.

I fan di Eyob Makonen piangono la prematura scomparsa del cantante etiopico

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DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE

NAIROBI – Eyob Mekonnen, cantante famosissimo in Etiopia, è morto improvvisamente per un attacco cardiaco: aveva 37 anni. L’infarto l’ha colpito ad Addis Abeba, ma Mekonen è stato trasportato d’urgenza a Nairobi sabato scorso. I suoi ammiratori hanno lanciato una colletta per pagare le spese aeree e mediche, Purtroppo però l’artista non ce l’ha fatta e il suo cuore ha smesso di battere domenica scorsa.

Il cineasta (produttore, regista e attore) Luciano Martino muore sull’aereo da Malindi a Nairobi

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E morto martedì sera sull’aereo che lo stava portando da Malindi a Nairobi Luciano Martino. Il cineasta è stato colto da malore mentre stava per andare a cena da alcuni amici ma la compagna, Olga Bisera, è corsa in aeroporto per portarlo in fretta e furia al Nairobi Hospital dove aveva già preso appuntamento con medico italiano assai conosciuto in Kenya, Mauro Saio. Purtroppo mentre era in volo, Martino è spirato tra le braccia della sua compagna. Sarà cremato e le sue ceneri saranno sparse, come lui aveva chiesto, tra il mare di Malindi e quello di Napoli.

Guerra tra arabi in Darfur per il controllo delle risorse

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Massimo Alberizzi FrancobolloSpeciale per Africa ExPress
Massimo A. Alberizzi
12 agosto 2013

Dall’inizio dell’anno
 nell’est Darfur due tribù arabe, i rezegat e i maaliya, fino a poco tempo fa alleate contro i ribelli darfuriani di origine africana, si combattono per il controllo delle terre e delle risorse. L’ultima battaglia è cominciata venerdì e ha provocato almeno cento morti. Questa volta sono stati i rezegat ad attaccare per primi, nel tentativo di cacciare i maaliya da una fetta di territorio che rivendicano come propria. L’ha confermato, al telefono con l’agenzia Reuters, Aydan Abu Bakr, uno dei portavoce dei rezegat, secondo cui “noi abbiano avuto 41 morti e 90 feriti, mentre i nostri nemici hanno perso 70 uomini”.

Le tribù arabe negli anni scorsi sono state armate e organizzate dal governo di Khartoum il cui presidente Omar Al Bashir è ricercato dal tribunale penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e genocidio. I leader sudanesi intendevano bloccare l’insurrezione delle tribù non arabe e di origine africana, cominciata nel 2003, secondo cui il governo centrale non si era mai curato abbastanza del Darfur e dei suoi abitanti.

La ribellione non è stata domata e la regione è ancora nel caos. In compenso ora gli arabi si combattono tra loro e questa guerra ha provocato dall’inizio dell’anno almeno 500 morti. In gennaio e febbraio i rezegat e i maaliya si sono affrontati per la prima volta per il controllo di una miniera d’oro in nord Darfur. Da quel momento c’è stato un crescendo di scontri.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

Agenti incriminati a Nairobi: durante l’incendio all’aeroporto non hanno dato l’allarme ma saccheggiato i negozi

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L’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi, danneggiato da un violento incendio il 7 agosto, funziona di nuovo a peno regime (poco meno di 20 mila passeggeri al giorno) ma la polizia sta interrogando sette agenti (tra cui un ispettore) e impiegati dell’aeroporto sospettati di saccheggi e furti. Durante il fuggi fuggi generale dovuto alla paura che le fiamme si propagassero alla palazzina degli arrivi (che per altro non è stata danneggiata) le telecamere di sicurezza hanno filmato diverse persone che portavano via merce varia dai negozi.

Un incendio devasta l’aeroporto di Nairobi, cancellati tutti i voli internazionali

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Un violento incendio ha devastato poco prima dell’alba il palazzo degli arrivi dell’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi. Le fiamme sono partite da una stanza adibita a deposito e si sono propagate immediatamente in tutto il terminal. Non ci sono state vittime perché in quel momento non erano arrivati aerei e il personale è stato immediatamente evacuato. Per altro sono stati portati in salvo anche i viaggiatori che erano in attesa di prendere uno degli aerei in partenza la mattina presto. Sono molti i voli che partono dalla capitale keniota di buonora. lo scalo di Nairobi è il più trafficato dell’Africa centrale.

Mugabe vince ancora, ovviamente con i brogli

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Come volevasi dimostrare. Qualcuno forse credeva realmente che Robert Mugabe, il padre padrone dello Zimbabwe, avrebbe lasciato il potere? L’uomo, diabolico, l’ha fatto credere persino ai suoi nemici e li ha attratti nella trappola elettorale. Ha fermamente voluto queste elezioni ma non per un improvviso attacco di democrazia e libertà, ma semplicemente perché voleva sbarazzarsi di un opposizione divenuta – nonostante i brogli della scorsa tornata nel 2008 – troppo forte e ambiziosa.

Droni italiani fabbricati da Finmeccanica saranno impiegati in Congo K

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I droni, gli aerei senza pilota che saranno impiegati nell’est della Repubblica Democratica del Congo per sorvegliare una delle zone più instabili del mondo saranno italiani. Le Nazioni Unite hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con la Selex, società del gruppo Finmeccanica, per la fornitura di unità Falco, questo il nome degli apparecchi. I velivoli, secondo quanto spiegato dal portavoce delle Nazioni Unite, Martin Nesirky, avranno solo la funzione spia e non saranno armati.

Né con Morsi né con l’Esercito: Il Cairo scopre la Terza Piazza

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Con l’Egitto diviso in due poli opposti in un clima sempre più teso, un nuovo movimento sta crescendo, e si professa contrario a entrambi gli schieramenti
di Leonardo Goi

Il mio primo incontro con Third Square, la Terza Piazza, risale a Sabato 27 Luglio, il giorno in cui il Cairo si svegliò contando i morti negli scontri tra la Fratellanza Musulmana e le forze armate a Rabaa al-Adawiya. Mentre il giorno prima alla TV l’attenzione si spostava dalla sbornia pro-Esercito di Tahrir alle reazioni tra i sit-in pro-Morsi, su internet qualcuno aveva iniziato a parlare di una piazza che rifiutava entrambi gli schieramenti.