Il cineasta (produttore, regista e attore) Luciano Martino muore sull’aereo da Malindi a Nairobi

E morto martedì sera sull’aereo che lo stava portando da Malindi a Nairobi Luciano Martino. Il cineasta è stato colto da malore mentre stava per andare a cena da alcuni amici ma la compagna, Olga Bisera, è corsa in aeroporto per portarlo in fretta e furia al Nairobi Hospital dove aveva già preso appuntamento con medico italiano assai conosciuto in Kenya, Mauro Saio. Purtroppo mentre era in volo, Martino è spirato tra le braccia della sua compagna. Sarà cremato e le sue ceneri saranno sparse, come lui aveva chiesto, tra il mare di Malindi e quello di Napoli.

Qui in basso, in esclusiva, il ricordo della sua compagna da nove anni, Olga Bisera, e quello del critico cinematografico del Corriere della Sera, Maurizio Porro, pubblicato sul sito del quotidiano. Più in basso.

A Malindi per amore di Luciano
di Olga Bisera

 

Non ho mai avuto passione per Malindi ma per amore di Luciano l’ho seguito per più di nove anni poiché lui ne era profondamente innamorato aveva un’attrazione fatale per l’Africa non a caso la dedica di un mio libro recitava a Luciano il leone della savana.

Spesso mi confidava che preferiva morire in questa terra che non letto di ospedale in Italia.

Credo che questo nostro viaggio era il suo disegno considerando che per la prima volta non ha voluto prenotare il ritorno.

Il suo sogno di restare qui per sempre si è realizzato. Instancabile lavoratore fino all’ultimo stava cercando di realizzare un suo progetto dal titolo premonitore, Addio Kenya amore mio.

Durante il trasporto all’ospedale di Nairobi a seguito di un malessere è morto tra le mie braccia nel cielo della sua Africa.

Uomo di grande pudore in tutti questi anni non mi ha mai detto: “Ti voglio tanto bene” guardandomi negli occhi come in questi ultimi giorni prima di lasciarmi.

Per me rimane l’uomo più importante della mia vita il solo e unico. Le sue ceneri le spargerò insieme ai suoi amici più cari nel mare di Malindi come da sua volontà.

Olga Bisera

 

Addio al produttore Luciano Martino, 
re dei B-Movies all’italiana
di Maurizio Porro

È morto a 79 anni, mercoledì a Malindi, in Kenya, il produttore e regista Luciano Martino, associato al nome non solo di Edwige Fenech che fu a lungo la sua compagna e star e che contribuì a lanciare al cinema, ma anche a tutti quei film popolari di serie B, commedie, farse e horror che negli anni ‘70 hanno formato l’ossatura industriale del nostro cinema minore, quello che consentiva poi di mettere in cantiere le opere d’autore.

REGISTA CHE SAPEVA REINVESTIRE – Lo stesso Martino (il nonno era Gennaro Righelli, autore del primo film sonoro italiano «La canzone dell’amore») pur legato al genere della domenica, ai comici di popolarità dialettale televisiva come Lino Banfi, a quei titoli che più che pruriginosi appaiono oggi ridicoli e dove la star faceva la doccia solo in piano americano e nell’ultimo quarto d’ora, negli ultimi tempi aveva finanziato anche un certo cinema d’autore. Diciamo che era regista imprenditore che sapeva reinvestire e aveva trovato le formule, rinnovando il parco dei generi made in Italy, per inseguire i successi di Dario Argento e i titoli scollacciati che avevano avuto la strada d’autore aperta con Pasolini.sul set

L’ALLENATORE NEL PALLONE – Tra professoresse e infermiere, con spesso vacanze al mare sempre sulla scia di quel cinema estivo tipico della nostra migliore commedia di Risi o Emmer, aveva diretto e prodotto decine e decine di film, spesso all’ammasso della dimenticanza dopo l’incasso, ma tornati alla ribalta tempo fa per gli studi sociologici snobistici e per i passaggi in tv. Per quantità la sua attività sta ex aequo col collega Michele Massimo Tarantini: Luciano Martino aveva diretto «L’allenatore nel pallone» che resta il suo cult, tentando anche un’opera autobiografica che fu per lui un dolore e un flop.

Maurizio Porro

 

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi