Africa ExPress
Washington, 25 febbraio 2026
C’è puzza ovunque, non si possono utilizzare le toilette quasi tutte intasate da liquami maleodoranti e per entrare nelle poche disponibili occorre aspettare anche per 45 minuti perché si liberino. Insomma si può dire che la nave ammiraglia della Armada, la superportaerei Gerald Ford, orgoglio dell’indomito presidente americano Donald Trump, è stata fermata … dalla cacca.
Il presidente statunitense, Donald Trump, insiste e continua a minacciare Teheran: “Se non si arriva a un accordo sul nucleare, succederanno cose brutte”. E giovedì scorso il taycoon pare abbia persino fissato un ultimatum: potremmo intervenire già tra 10-15 giorni. Doveva aggiungere: “Se i nostri marinai riusciranno ad andare in bagno”.
Sta di fatto che per dimostrare al mondo e all’Iran che gli USA stanno facendo sul serio, Washington ha già sguinzagliato anche la più grande portaerei del mondo, la Gerald Ford appunto. Ufficialmente l’imponente mezzo navale è fermo per rifornimenti nella base navale statunitense di Souda Bay a Creta, sulla rotta verso il Medio Oriente. Rifornimenti che stanno impiegando troppo tempo per essere caricati. Già, perché non sono solo loro i problemi dell’ammiraglia. Senza toilette non si può procedere e andare all’arrembaggio.

La portaerei Gerald Ford, fiore all’occhiello della marina militare, è un gioiello di ingegneria navale, dotata delle tecnologie più avanzate. Il gigante del mare è lungo 337 metri e largo 78, a propulsione nucleare, in grado di ospitare 75 aerei e 4539 persone, sta affrontando seri problemi a livello idraulico in questa sua importante missione.
Secondo alcuni rapporti interni, come Africa ExPress ha potuto accertare, il sistema di ultima generazione si è dimostrato essere piuttosto fragile, specie nell’attuale dispiegamento. Infatti si è rotto. Decine dei 650 servizi igienici della nave sarebbero andati fuori uso, causando code fino a 45 minuti per potervi accedere.
L’avanzato sistema fognario della portaerei ha un sistema delle acque reflue (blackwater) progettato per essere più efficiente rispetto alle tradizionali tubature alimentate per gravità. Funziona sottovuoto come quello degli aerei. La rete fognaria e il sistema di gestione delle acque reflue (blackwater), sono impianti ingegneristici complessi, concepiti per l’autosufficienza in mare e il rispetto delle normative ambientali internazionali (MARPOL).
Il problema deriverebbe da un difetto di progettazione per cui il guasto di una singola valvola può disattivare interi reparti. Una vera seccatura, aggravato dal persistente accumulo di calcio nelle strette tubature. Questi blocchi richiedono speciali “lavaggi con acido”, procedura di manutenzione, oltre a essere molto costosa (si parla di 400.000 dollari ogni volta), sarebbe particolarmente difficile da eseguire mentre la nave è in servizio attivo.
Non è oro tutto quello che brilla, dunque. Nessuno può negare che, anche vedendola solo in fotografia, la portaerei Gerald Ford sia maestosa, “una vera e propria opera d’arte” da guerra. Eppure sta mettendo in ginocchio il personale presente a bordo.
E, parafrasando Victor Hugo, che ha descritto magistralmente la rete fognaria (di Parigi) ne “I Miserabili”, ha paragonato le fogne alla coscienza della città (in questo caso della portaerei più grande del mondo).
Un nuovo round di colloqui a Ginevra è stato fissato in agenda per domani, 26 febbraio, con l’obiettivo di evitare una escalation militare.
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