Oppositori al regime militare in Niger vanno all’attacco con sequestri e sabotaggi

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Africa ExPress
24 giugno 2024

“Eppur si muove”, citando Galileo, l’opposizione al regime militare di transizione non si lascia intimidire e riemerge dal silenzio.

Regione di Agadez,Niger: sequestro del prefetto di Bilma

Un nuovo gruppo politico militare, finora sconosciuto, è apparso nel travagliato cielo del Niger. Il Front patriotique pour la justice (FPJ), capeggiato da Mahamato Tori, ha rivendicato l’attacco al convoglio del prefetto di Bilma (comune nella regione di Agadez), il sequestro dell’alto funzionario, del comandante Amadou Torda e di tutto l’apparato di sicurezza al seguito. L’aggressione è avvenuta proprio nella regione desertica di Agadez, che confina con la Libia e l’Algeria.

In un comunicato, pubblicato sabato scorso, Tori avverte: “Continueremo a lottare finché il presidente Mohamed Bazoum non verrà liberato”. E, secondo quanto afferma FPJ, durante l’attacco al convoglio del prefetto, sarebbero morti due militari nigerini.

FPJ è il secondo movimento d’opposizione armato passato all’azione nel giro di pochi giorni in Niger. Il 16 giugno scorso il Front Patriotique pour la Libération (FPL) capitanato da Mahmoud Sallah, aveva rivendicato il sabotaggio dell’oleodotto che porta il greggio dal Niger a Cotonou in Benin. I ribelli dell’FPL avevano minacciato da tempo che avrebbero fatto esplodere l’oleodotto se non fossero state soddisfatte le loro richieste, cioè  il ritorno dell’ordine costituzionale dopo il colpo di Stato del luglio 2023.

Sabotaggio dell’oleodotto Niger-Benin

Il 17 giugno l’FPL aveva chiesto alla società petrolifera cinese WAPCO – filiale di China National Petroleum Corporation (CNPC) – di annullare il prestito di 400 milioni di dollari concesso alla giunta militare di transizione. In caso contrario tutti gli impianti petroliferi sarebbero stati paralizzati.

A metà maggio il Fronte patriottico di liberazione ha rivendicato la responsabilità dell’attacco a una postazione militare a Séguédine, nel nord del Paese, non lontano dal confine libico. Diversi soldati sono stati uccisi e molte attrezzature sono state distrutte.

Il 40enne Mahmoud Sallah, leader di FPL ha conseguito un master in economia presso l’Università di Niamey. L’attivista politico si era rifiutato di aderire all’ex partito di governo di Mohamed Bazoum, il PNDS (Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo). Sallah è stato poi imprigionato nel 2016 e nel 2019. Al termine della pena, ha fondato l’Union des Forces Patriotiques et Révolutionnaires (UFPR), poi diventata l’attuale FPL, composto principalmente da giovani Toubou, il suo gruppo etnico. Originario del Kawar, regione ricca di petrolio del Niger, il leader di FPL si sposta tra il suo Paese, il Ciad e la Libia. FPL si è alleato con l’ex leader dei ribelli touareg, Rhissa Ag Boula.

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Gli americani se ne vanno, bye bye Niger

 

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