Gli asini immolati alla medicina tradizionale, esportati illegalmente in Cina, rischiano l’estinzione in Sudafrica

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Africa ExPress
31 luglio 2022

Gli asini sudafricani sono in via di estinzione e ora sono stati posti sotto massima protezione per evitare che vengano esportati illegalmente in Cina. Nel Paese asiatico il pellame dei somari è molto ricercato perché contiene una particolare gelatina, utilizzata nella medicina tradizionale per la preparazione di tonici, che rallenterebbero la menopausa, curerebbero l’insonnia e sarebbero pure indicati per problemi di circolazione e aumenterebbe la libido.

Secondo l’allevatore Jesse Christelis, co-proprietario di Donkey Dairy, in Sudafrica il numero degli asini è in forte diminuzione a causa della macellazione illegale per rifornire di pelli i commercianti cinese.

Un business che vale milioni di dollari, visto che in Asia la gelatina, chiamata ejiao, raggiunge fino a 340 euro al chilogrammo e le sue proprietà sono equiparata a quelle del corno di rinoceronte.

L’ejiao viene servito sotto forma di bibita o con delle noci come aperitivo. Un tempo questa “prodigiosa” gelatina era riservata esclusivamente agli imperatori, oggi, invece, i maggiori consumatori appartengono alla classe media del Paese.

Secondo una ricerca di una università sudafricana, in poco più di 20 anni gli asini sudafricani sono diminuiti del 30 per cento, passando da 210.000 capi nel 1996 a 146.000 nel 2019. Lo stesso fenomeno è stato riscontrato in altri Paese africani, in particolare in Burkina Faso e Kenya. Le organizzazioni per la difesa degli animali temono l’estinzione della specie nel continente nel giro di pochi anni.

La Cina, che negli ultimi anni ha visto quasi dimezzare la propria popolazione di asini, ora si è rivolta all’Africa per soddisfare le sempre crescenti richieste. Secondo Donkey Sanctuary, un’organizzazione britannica per la protezione degli asini, il mercato cinese necessita di 10 milioni di pelli d’asino l’anno.

Diversi Paesi hanno già vietato l’abbattimento di questi animali. Nel Kenya questa proibizione viene applicata dal 2020 per evitare l’esportazione verso l’Asia.

Il Sudafrica esporta legalmente 10.500 pelli l’anno verso Hong Kong e la Cina, ma certamente il numero reale venduto al mercato nero e inviato illegalmente verso le stesse destinazioni è certamente molto più elevato. Già nel 2017 le forze dell’ordine sudafricane avevano sequestrato 5.000 pelli in una fattoria a est di Johannesburg.

L’allevatore sudafricano Christelis  ha fatto notare che negli ultimi anni i prezzi degli asinelli sono saliti in modo esponenziale: da 28 a 120 euro per ogni capo. Secondo l’allevatore, la drastica diminuzione di questi animali e l’aumento del costo di ogni animale, metterebbe a rischio la nascente industria del latte d’asina, che, grazie all’elevato contenuto di lisozima (proteina batteriostatica) è particolarmente indicato per la cura di alcune malattie cutanee, come la psoriasi, l’acne, l’eczema e dermatiti di vario genere.

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