Madagascar: contro l’intruglio antivirus ministro ordina dolci lecca-lecca: silurato

Dal Nostro Corrispondente
Giorgio Maggioni
Antananarivo, 5 giugno 2020

La bevanda miracolosa tanto pubblicizzata da Andry Rajoelina, giovane presidente del Madagascar, fa ancora scalpore anche nei piani alti del governo.

Il capo dello Stato insulare ha silurato il ministro dell’Istruzione, Rijasoa Andriamanana. La signora ha osato ordinare un ingente quantitativo di lecca-lecca da distribuire nelle scuole per lenire il gusto amaro, davvero poco piacevole al palato, dell’intruglio “Covid-Organics”, che i piccoli malgasci sono costretti a ingurgitare ogni mattina prima dell’inizio delle lezioni. Rajoelina è ancora convinto che tale tonico sia la migliore prevenzione contro la pandemia.

Andriamanana avrebbe voluto offrire ogni mattina tre lecca-lecca ai piccoli, per invogliarli a bere la bevanda. La spesa è stata considerata troppo onerosa: 2 milioni di dollari.

Il rimedio a base di erbe è stato messo a punto dall’Istituto Malgascio di Ricerche Applicate (IMRA), ma la stessa Accademia di medicina del Paese ha messo in dubbio l’efficacia della bevanda e l’Organizzazione Mondiale della Sanità poco meno di un mese aveva messo in guardia sull’utilizzo farmaci di automedicazione, detti anche OTC (dall’inglese Over the Counter n.d.r.) come prevenzione contro il coronavirus.

Esercito malgascio a Taomasina

Ora il Paese deve fare i conti con molteplici problemi legati al lockdown. A Toamasina (Tamatavy in lingua malgascia, che significa “è salato”) – città portuale e capoluogo della provincia omonima e capitale economica del Paese – mercoledì si sono verificati tafferugli con le forze dell’ordine: un uomo è stato picchiato violentemente dalla polizia perchè si era rifiutato di indossare la mascherina. La città è zona rossa, aperta solamente per il trasporto di merci e gli autisti, ogni volta che tornano a casa sono costretti a restare quarantena.

A tutt’oggi la situazione è incandescente; i residenti sono preoccupati per la situazione economica, per il proprio futuro. Per i più le misure messe in atto dal governo per arginare il pericolo del contagio, come, per esempio, il coprifuoco che inizia alle 13.00, sono inaccettabili.

Infatti l’Ambatovy Minerals S.A., la più grande miniera di nichel lateritico al mondo, ha sospeso quasi tutte le attività a tempo indeterminato. L’estrazione del minerale e del relativo indotto è fonte di guadagno per migliaia famiglie residenti nell’area e la momentanea sospensione dell’attività estrattiva ha creato seri problemi nel tessuto socio-economico del territorio: molti sono rimasti disoccupati, altri lavorano solamente part-time.

Ambatovy Minerals S.A:
la più grande miniera di nichel lateritico al mondo

L’ex sindaco della città e oggi deputato di Toamasina non ha usato mezzi termini per rispondere al presidente, che la scorsa settimana aveva apostrofato i residenti come “indisciplinati”: “Qui la situazione è esattamente la stessa che a Tana (i malgasci chiamano spesso così la capitale Antananarivo), con la differenza che nella capitale forse il confinamento ha impedito l’espandersi di Covid-19. Mentre qui le misure imposte sono contro la popolazione, contro i medici che si rifiutano di prescrivere la cura Covid-Organics. Il governo non tollera coloro che osano aprire bocca, intimidisce e arresta persino i medici. Una cosa del genere succede solo da noi. Ci avete inviato i blindati, ma non siete venuti per dare una risposta concreta al coronavirus”.

Alla fine di maggio è stato arrestato un medico, Stéphane Ralandison, decano della facoltà di medicina di Taomasina, perchè accusato dell’ omicidio di un collega, affetto da coronavirus. Ralandison è poi stato liberato perchè il fatto non sussiste.

Nella città e dintorni il numero dei malati di coronavirus è in costante crescita, malgrado lo spiegamento dei militari. Ne sono arrivati 500 negli ultimi giorni da Antananarivo, ma il denaro per supportare la popolazione è rimasto nella capitale, nelle casse del governo.

Attualmente si contano 975 malati di Covid-19 nello Stato insulare, i guariti sono 201 e le vittime 7. Lo Stato insulare è tra i più poveri di tutta l’Africa con un alto tasso di malnutrizione infantile.

Giogio Maggioni
giorgio@mymadagascar.it