Ruanda, trucidati dai terroristi otto civili nel parco dei vulcani dove abitano i gorilla

Africa ExPress
Kigali, 7 ottobre 2019

Nel nord del Ruanda, al confine con la Repubblica Democratica del Congo, nel distretto di Musanze, nella notte tra venerdì e sabato un commando  di uomini armati non ancora identificato, ha trucidato brutalmente almeno 8 persone e ne ha ferite altre 18 nel villaggio di Kinigi. Sei vittime sono state uccise a colpi di machete e a coltellate, mentre altre sono state freddate con colpi di arma da fuoco.

Musanze è una tappa obbligatoria per i turisti che vogliono raggiungere il parco nazionale dei Vulcani. La riserva confina con il parco nazionale dei Virunga (Congo-K) e il parco nazionale dei Gorilla di Mgahinga in Uganda. Ha una grande importanza scientifica, ambientale e turistica in quanto ospita una delle principali comunità di gorilla di montagna del mondo. All’interno dei confini del parco si trovano cinque degli otto vulcani dei monti Virunga: il Karisimbi, il Bisoke, il Muhabura, il Gahinga e il Sabyinyo.

Ruanda, Parco Nazionale dei Vulcani

John Bosco Kabera, portavoce della polizia, ha confermato il tragico attacco alla popolazione civile e ha detto che i feriti sono stati immediatamente soccorsi. Mentre le forze dell’ordine si sono precipitate alla ricerca dei responsabili dell’aggressione.

La polizia non ha precisato se tra le vittime ci siano anche turisti; è stata comunque rafforzata la sorveglianza degli alberghi che si trovano nella zona.

Finora regna il silenzio sui probabili fautori dell’attacco. Non si esclude che sia opera di miliziani di Democratic Forces for the Liberation of Rwanda (FDLR), che hanno la loro base nel Congo-K, disseminati nel Nord e nel Sud-Kivu e nella provincia del Katanga. Il gruppo è stato formato  dagli hutu ruandesi che si sono rifugiati nell’est del Congo-K dopo il genocidio in Ruanda del 1994, dove, secondo l’ONU, sarebbero state ammazzate oltre 800 mila persone in cento giorni.

L’esercito congolese aveva fatto sapere poche settimane fa di aver ucciso il capo di FDRL, Sylvestre Mudacumura, sul quale pende un mandato d’arresto internazionale, spiccato dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja, perché accusato di aver partecipato attivamente al genocidio e al massacro dei tutsi e degli hutu moderati nel 1994. Ma da anni gli appartenenti al gruppo terrorista non si erano più fatti vedere nel Ruanda.

Pochi giorni dopo l’uccisione di Mudacumura, FDLR ha nominato il nuovo leader, Pacifique Ntawunguka, già vice del defunto capo.

Le ricerche dei responsabili del massacro procedono a 360 gradi, visto che l’aggressione è avenuta solo pochi giorni dopo le severe condanne (da 25 anni di galera all’ergastolo) emesse da un tribunale militare ruandese nei confronti di 25 uomini, sospettati di appartenere a Congrès National Rwandais (RNC), un partito all’opposizione in esilio. I membri di RNC – in passato vicini al presidente Paul Kagame – sono ora accusati dal governo di Kigali di aver formato un gruppo armato con base nell’est del Congo-K e di compiere attacchi in territorio ruandese.

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Ucciso in Congo-K il capo dei ribelli Hutu ruandesi accusato di aver partecipato al genocidio del 1994