Ghana: l’esempio dell’Africa che “ce la fa”, in crisi dall’emergenza escrementi umani

francoDal Nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 26 dicembre 2017

Citato da tutti come il Paese africano che più si è allineato ai principi della democrazia, il Ghana, pur con qualche residuo problema di sicurezza interna, rappresenta comunque un fulgido esempio per l’intero continente, se non altro grazie al costante tentativo della sua classe dirigente, ovunque riconosciuto, di procedere con intenti genuini e coerenti, sulla via dell’emancipazione. (https://www.africa-express.info/2017/12/12/ghana-progetti-finanziati-dalleuropa-per-creare-posti-di-lavoro-e-speranze/

Affacciato sul Golfo di Guinea, nella costa atlantica, stretto tra la Costa d’Avorio e il Togo, la piccola ex colonia britannica conta solo 27 milioni di abitanti, in prevalenza cristiani, ed è retto da una repubblica presidenziale che si rinnova ogni quattro anni per suffragio universale. Il suo sottosuolo è ricco di minerali, tra cui primeggia l’oro, che pone il Ghana tra i più importanti produttori mondiali. Inoltre, nel 2007, sono stati scoperti giacimenti di petrolio per oltre tre milioni di barili e se ne continuano a scoprire di nuovi.

Quartiere periferico di Accra, capitale del Ghana
Quartiere periferico di Accra, capitale del Ghana

Tutto questo – benché la giovane democrazia del Paese mostri ancora vaste sacche di povertà – consente al Ghana di procedere verso un costante e rapido incremento del livello di benessere, ma questo confortante scenario è tuttora offuscato da alcuni handicap davvero singolari. Intanto è stato dichiarato il settimo Paese più sporco del mondo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e questa non invidiabile posizione, sembra prevalentemente dovuta a una pratica consolidata e alquanto ripugnante a cui è usa la popolazione locale: la defecazione all’aperto.  

La fisiologica necessità di liberare le proprie viscere, sembra intesa dai ghanesi, come una sorta di occasione sociale. Si defeca insieme. Dove capita e dove il bisogno si manifesta, magari anche approfittandone per una serena conversazione con chi si trova ad attendere alla stessa bisogna. I rifiuti umani sono così sparsi ovunque, anche nelle vie di Accra, la capitale, diffondendo olezzi  non proprio inebrianti e infezioni, poiché il difficile accesso all’acqua potabile e la scarsa osservanza delle norme igieniche, affliggono una considerevole parte della popolazione da dissenteria. In questa disinvolta attitudine a soddisfare le necessità corporali, senza riguardo alle circostanze e al luogo, il Ghana primeggia a livello continentale, secondo solo al Sudan.

Ghana: il bello di defecare in compagnia
Ghana: il bello di defecare in compagnia

La defecazione all’aperto, che ora – sia pure a livelli più contenuti – sta sperimentando anche l’Europa a seguito dei flussi migratori, è abbastanza comune a tutta l’Africa, ma in Ghana ha ormai raggiunto livelli davvero allarmanti. La Banca Mondiale, stima che le malattie conseguenti a questa abitudine e alla mancanza di igiene, costino alla sanità pubblica la bella cifra di 80 milioni di dollari all’anno, senza contare la morte prematura di 19 mila persone, di cui circa un quarto, sono bambini al di sotto dei cinque anni.     

Del resto, come ha fatto osservare Rushanan Murtaza, locale rappresentante UNICEF, ci vorranno almeno 90 anni perché il problema trovi una soluzione e questa sarà strettamente legata al livello di urbanizzazione del paese e all’adeguata realizzazione delle necessarie infrastrutture. “Oggi – dice Murtaza – solo una famiglia su sette dispone di un bagno all’interno del proprio alloggio ed è fatale che gli altri vadano a fare i propri bisogni all’aperto”.

Tanto fatale, però, non dovrebbe essere, visto che solo fino a una cinquantina di anni fa, alcune zone rurali del centro-sud Italia non erano provviste di né di acqua né di servizi igienici, ma riuscivano a sopperire a queste carenza costruendo nel terreno limitrofo, gabbiotti di legno e fosse che servivano allo scopo. Il deterrente maggiore, oltre naturalmente alle realizzazioni tecniche citate, resta quindi quello di una costante e massiccia sensibilizzazione verso i cittadini sui rischi che tale pratica comporta. In questo senso la buona volontà del governo ghanese pare non manchi, poiché ha dato vita ad una campagna, dal tema: “Manteniamo il Ghana Pulito: anche tu devi fare la tua parte”.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1

 

 

 

 

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi