Nigeria: ”Quattro ore prima avevamo avvisato i militari che avrebbero rapito le 300 ragazze”

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
9 aprile 2014
Le forze armate nigeriane erano state informate alle ore 19.00 del 14 aprile 2014 che un gruppo di miliziani di Boko Haram si stava dirigendo verso Chibok per rapire le ragazze. L’accusa, terribile, è stata mossa dal network televisivo Al-Jazeera e da Amnesty International.proteste 2

Due politici dello Stato del Borno hanno dichiarato a Yvonne Ndege, la corrispondente da Abuja di Al-Jazeera, che le forze armate sarebbero state allertate almeno due ore prima, mentre Makim Kamara, ricercatore di Amensty International ha raccontato: “Avevamo raccolto informazioni precise e subito parlato con un ufficiale ben quattro ore prima del terribile attacco. L’ufficiale ci ha confidato, chiedendo di restare anonimo, di aver ricevuto, ben prima che fossero stati avvertiti i politici e le autorità locali, che un folto gruppo di uomini armati fosse pronto ad attaccare Chibok”.

Kamara ha dichiarato inoltre che le autorità militari di Maiduguri e Dambua sono state allertate alle ore 19.00 del 14 aprile 2014 e precisa: “L ufficiale con cui abbiamo parlato, ha confermato che il commando militare di Chibok è stato avvertito alle ore 22.00. Avrebbero chiesto rinforzi che non sono mai arrivati”. Al momento dell’assalto erano presenti solo diciassette soldati. Troppo pochi per difendere la cittadina e proteggere le ragazze. In pochi minuti sono stati disarmati e sopraffatti.

proteste 3Il capo del dipartimento informazione delle Forze armate, maggiore generale Chris Olukolade, ha immediatamente reagito alle rivelazioni di Amnesty e smentito di aver ricevuto delle informazioni prima dell’assalto, ma non è la prima volta che gli ufficiali fanno dichiarazioni che non rispondono alla realtà e sono contraddittorie.

Subito dopo il rapimento smentirono che le ragazze scomparse fossero poco meno di trecento e sostennero invece che erano solo una decina. Per altro più volte i soldati sono stati accusati di collaborare con i Boko Haram  e accusati quindi di partecipare alla destabilizzazione della Nigeria.

Chris OlokuladeIl presidente Goodluck Jonathan si trova in difficoltà, accusato di non fare abbastanza per rintracciare le ragazze, scomparse nel nulla. Critiche anche al nuovo ministro alla difesa, Alij Gusan, in carica solamente da gennaio 2014, nominato dal presidente proprio per contrastare le offensive dei Boko-Haram. Finora il neo-ministro è rimasto in silenzio, nonostante i familiari delle ragazze e la nazione tutta ha accusato le forze armate di non aver fatto il possibile per ritrovare le studentesse rapite. Il suo predecessore Harimu Bello era stato silurato dal Jonathan nel giugno del 2012 dopo un grave attacco dei terroristi nel quale c’erano stati decine di morti.

Il mondo intero è sconvolto per la scomparsa delle quasi trecento studentesse, rapite ormai quasi un mese fa, il 14 aprile 2014, a Chibok, e delle altre otto, portate via durante un’ incursione drammatica a Warabe, al confine con il Camerun. Due mesi prima una ventina di ragazzine sono state prese in ostaggio, dopo l’assalto al loro collegio a Kadunga e delle molte altre di cui, probabilmente, mai nessuno ha parlato.

Miliziani inginocchioIl rapimento è stato rivendicato soltanto lunedì, 5 maggio. Secondo alcune informazioni non confermate e basate su testimonianze indirette, è molto probabile che le giovani siano state portate in Ciad e in Camerun. Goodluck Jonathan sostiene invece che le rapite si trovano ancora in Nigeria e ha precisato: “Non ho motivo di credere che siano state portate in Camerun o altrove, anche se circolano queste voci, perché uno spostamento di così tante ragazze non sarebbe passato inosservato”.

La missione Stati Uniti presso le Nazioni Unite ha presentato un documento  al Consiglio di Sicurezza in cui si esprime solidarietà alle famiglie e al governo nigeriano, anche per le otto ragazze rapite lunedì scorso, si condanna ogni forma di terrorismo e si chiede alla comunità internazionale di sostenere e supportare la Nigeria in questo momento drammatico.

Gli Stati Uniti hanno speso venti milioni di dollari per addestrare unità speciali dell’esercito nigeriano alla lotta antiterrorismo. Francamente, a giudicare dei risultati, sembra sia stato un investimento che non è servito a nulla.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes
#BringBackOurGirls

Dopo le foto delle manifestazioni il generale Chris Olukolade

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi