Due missionari italiani e una suora canadese rapiti in Camerun ai confini con la Nigeria: Boko Haram?

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
5 aprile 2014
Sono stati rapiti durante la notte tra venerdì e sabato nel nord del Cameroun, due sacerdoti fidei donum vicentini, don Giampaolo Marta, 47 anni e don Giampaolo Allegri di 57 ed una suora canadese, Gilberte Bussier.  Tutti e tre si trovavano nella parrocchia di Tchére,  vicino a Maroua, all’estremo nord della Nigeria e a ottocento chilometri dalla capitale Youndé.

Allegri_MartaAfrica ExPress ha raggiunto telefonicamente l’addetto stampa della diocesi di Vicenza, don Alessio Graziani: “Al momento attuale non sappiamo come stanno i nostri due sacerdoti. Non siamo in contatto con i rapitori (e non sappiamo chi siano), tantomeno con loro; nessuno ha rivendicato, per ora, il sequestro. Il nostro vescovo, Beniamino Pizziol, ha visitato le nostre missioni in Camerun durante il mese di gennaio 2014. Ha incontrato il vescovo della diocesi di Maroua, Philippe Albert Jospeh Stevens che gli ha confessato di essere preoccupato per l’insorgere di frange estremiste nella zona. Abbiamo altri due sacerdoti vicentini in una parrocchia nella stessa diocesi. Don Leopoldo Rossi e don Maurizio Boldzon. Operano a Loulou. Ci hanno riferito che la popolazione locale, sia cristiana che musulmana è affranta, terribilmente scossa per il sequestro dei nostri sacerdoti e di suor Gilberte. Nella parrocchia di Tchére c’è anche una comunità di suore canadesi che collabora con i nostri missionari”.

Dunque nessuna conferma né smentita ufficiale che sequestratori siano militanti del gruppo terrorista islamico Boko-Haram, che solo alla fine del 2013 aveva sequestrato nella stessa zona un sacerdoe francese, Georges Vandenbeusch e la famiglia Moulin-Fourier e poi rilasciati.

Scuola a tchereIl nord del Camerun confina con il nord-est della Nigeria, dove questa setta islamica è molto attiva e miete morte e terrore da anni. Verso la metà di febbraio il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan aveva chiuso centinaia di chilometri di confine con il Camerun, proprio per evitare che militanti del gruppo potessero infiltrarsi nel Paese vicino per fuggire ai contrattacchi delle truppe governative nigeriane.

L’ Agence France Presse ha raccontato che a metà febbraio è stato rapito un capo tribù camerunense del villaggio di Goumouldi,  vicino alla frontiera con la Nigeria, ma la notizia è trapelata solo qualche giorno fa. Lo avrebbero decapitato in territorio nigeriano e minacciato rappresaglie verso chiunque avesse cercato di recuperare il corpo. Fonti di polizia hanno riferito all’AFP che prima di essere ucciso l’uomo sarebbe riuscito a mettersi in contatto con la gendarmeria locale e avrebbe fatto il nome di tre militanti appartenenti ai Boko Haram, responsabili anche della morte del suo figlio maggiore.  Si sente spesso parlare di atrocità del genere nella zona. Non è un caso isolato.

Africa ExPress seguirà questo sequestro anche nei prossimo giorni.

Cornelia I. Toelgyes
Corneliacit@hotmail.it
Twitter @cotoelgyes

Nelle foto il vescovo Pizziol con don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri a Tokombere in Camerun e la scuola primaria cattolica della parrocchia di Tchére

 

 

 

 

 

 

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi