Autorità e terroristi: la battaglia al Westagate di Nairobi si è combattuta anche su twitter

Mentre gli occhi di tutto il mondo erano puntati sull’attentato al Centro Commerciale Westgate di Nairobi, sia le autorità keniane, sia i militanti di al-Shebab diffondevano i loro messaggi sull’attacco tramite i social network. Non è la prima volta che Al-Shebab usa twitter in lingua inglese per condividere i suoi messaggi con il mondo. Lo faceva anche prima dell’assalto al Centro Commerciale di Nairobi tant’ è che negli ultimi 9 mesi, twitter ha cancellato diversi account usati dal gruppo, che sono poi regolarmente riapparsi con nomi leggermente diversi.

 Mentre l’assalto era in pieno svolgimento, un militante di al-Shebab ha postato messaggi del tipo: ”la battaglia in atto è una rappresaglia contro le forze criminali keniote presenti in Somalia” ed sottolineava di voler combattere i kuffar (cioè gli infedeli kenioti) proprio dentro casa loro. Twitter ha ovviamente sospeso l’account, ma durante gli ultimi sanguinosi giorni ne sono apparsi altri, che usavano linguaggi simili.

L’ennesimo, martedì mattina, ed un portavoce di al-Shebab ha confermato alla BBC che si trattava del loro profilo. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’account era ancora attivo.  Come nei precedenti, anche questo esultava per l’assalto, chiedendo ai keniani di far pressione sul proprio Governo affinché ritirasse le sue truppe dalla Somalia.

Samantha-LewthwaiteIn un altro ancora leggiamo: ”Potevate evitare tutto ciò e vivere la vostra vita con relativa calma: richiamate le vostre truppe dal nostro paese e la pace tornerà.”. Nel profilo troviamo anche una foto, retwittata da un account in lingua araba, affiliato ad al Shabab, Mostra due militanti in azione al Westgate. Questo feed era attivo dal 1 Maggio 2013 e durante l’attacco ha dato continui aggiornamenti, alcuni anche in lingua inglese.

E’ anche ancora tutto da chiarire il ruolo della “vedova bianca” (così chiamata dalla stampa) Samantha Lewthwaile, vedova di uno degli attentatori de 7/7/2005 a Londra.

Anche fonti ufficiali keniote hanno lanciato i loro tweet durante la crisi, creando spesso non poca confusione, sebbene alcuni avessero solo il semplice intento di informare la popolazione dei provvedimenti presi, come ad esempio quello di David Kimaiyo, ispettore generale della polizia del Kenya, che chiedeva alla popolazione di non avvicinarsi al Westgate per problemi di sicurezza.

Altri, invece, hanno creato confusione e dimostrato un evidente scoordinamento tra le diverse fonti governative keniane. In un’intervista ad una tv americana Amina Mohamed (Ministro degli Affari Esteri ) ha dichiarato sicura: “Due o tre attentatori sono americani e c’è anche una donna della Gran Bretagna. La stessa sera il suo collega di gabinetto, Joseph Ole Lenku ha twittato : “Tutti gli attentatori sono maschi.”

Lunedì sera si sono potuti leggere molti messaggi ufficiali positivi come : “Il Westgate è sotto controllo” (Ministro degli Interni) ed altri tweet che si congratulano per l’esito positivo di tutta l’operazione. Pur troppo è apparso evidente che l’operazione non era affatto conclusa: non tutti gli attentatori erano stati presi.

I kenioti sono tra i più attivi su twitter: durante tutta la durata dell’attacco hanno sempre supportato il governo e le operazioni contro gli attentatori, dimostrando così un senso di solidarietà a di appartenenza fuori dal comune in tempo di crisi.

Cornelia I. Toelgyes
Fonte BBC

Nelle foto , l’immagina twittata da al-Shebab dove si vedono due dei terroristi in azione e l’inglese Samantha Lewthwaile, la cosiddetta “vedova bianca”; il marito si è fatto saltare durante l’attentato alla metropolitana di Londra il 7 luglio 2005.

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi