Massacro a Mogadiscio: attaccato quartier generale dell’ONU

Sangue, ancora sangue innocente in Somalia. Gli shebab, i radicali islamici somali legati al Qaeda, hanno attaccato il quartier generale dell’UNDP (United Nation Development Programme) a Mogadiscio: almeno 19 persone sono morte: quattro espatriati, quattro guardie somale e sette terroristi e quattro passanti che si sono trovati in mezzo allo scontro ha fuoco.

Un kamikaze ha fatto saltare un camion carico di esplosivo davanti ai cancelli della palazzina. Quattro guardie somale sono morte sul colpo. A quel punto sei miliziani sono entrati nel giardino sparando all’impazzata. La battaglia con gli agenti di sicurezza è durata più di un’ora. Alla fine gli intrusi sono stati abbattuti.

Tre degli stranieri uccisi sono sudafricani, contractor per la logistica impiegati dalla società Denel, la quarta Rita, una ragazza keniota che lavorave per l’UNDP, assai conosciuta a Mogadiscio. In Somalia tra I ranghi delle Nazioni Unite ci sono parecchi italiani, tra gli altri il capo dell’UNHCR, Alessandra Morelli, che si trova a Roma per le celebrazioni della giornata del rifugiato che cade il 20 giugno.

Il quartier generale delle Nazioni Unite a Mogadiscio si trova poco fuori dall’aeroporto in una zona considerata di massima sicurezza perché presidiata oltre che dall’esercito e dalla polizia anche dalle truppe del contingente dell’Unione Africana. Nella zona è complicato entrare a causa dei check point e dei barrage. Anche i pedoni vengono perquisiti minuziosamente ai posti di blocco. Devono alzare la camicia per far vedere di non portare armi nascoste. L’inchiesta aperta dal ministro degli interni somalo, Abdikarim Hussein Guled, dovrà accertare come ha fatto a filtrare in camioncino imbottito di esplosivo.

Da quando nell’agosto 2011 gli shebab sono stati cacciati da Mogadiscio la sicurezza e decisamente migliorata ma I terroristi non hanno rinunciato a portare i loro attacchi. In quartieri difficili da raggiungere, Horuà, Bondere, Hamar Ueine, possono trovare facili nascondigli i gruppi terroristi che filtrano in città dalle campagne, ancora controllate dai fedeli di Al Qaeda.

Gli shebab hanno rivendicato l’attentato con una serie di messaggi su twitter in cui l’ONU, definito come una marionetta degli Stati Uniti, viene definito “mercante di morte” e invitato a lasciare il Paese.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi