Nigeria, 7 ostaggi (tra cui un italiano) ammazzati a sangue freddo

Dal nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 10 marzo 2013
Li hanno assassinati a sangue freddo come se fossero degli animali. Probabilmente li hanno messi in fila indiana, un colpo alla nuca, come si faceva una volta con i condannati a morte. Il tutto nel nome di un dio che viene dipinto come amorevole e misericordioso. I sanguinari militanti di Ansaru  al-Muslimeen Bilad al-Sudan (Difensori dell’Islam nei Territori dell’Africa Nera Africani) il gruppo islamico nigeriano che il 16 febbraio ha rapito a Bauchi  sette ostaggi occidentali, ieri non ha avuto nessuna pietà e ha annunciato l’esecuzione.

Per qualche ora la rivendicazione non  è stata confermata poi però con il passar del tempo le notizie che venivano dal nord della Nigeria non lasciavano scampo a dubbi. Sì i sette, tra cui l’ingegnere italiano Stefano Trevisan, sono stati barbaramente trucidati a sangue freddo. Tutti lavoravano per la compagnia di costruzioni Setraco.

Il gruppo islamico Ansaru ha dichiarato di essere una fazione scissionista di Boko Haram, altra formazione islamica conosciuta per la violenza settaria e la sua propensione ad ammazzare chiunque non segua i suoi insegnamenti, sia cristiano o musulmano.

L’annuncio dell’omicidio degli ostaggi, un italiano, un inglese, un greco, due libanesi e due siriani e  è stato dato dal Site, una organizzazione che monitora i siti islamici e traduce i loro post, secondo cui “ Al-Qabidun ‘Ala al-Jamr (Pinze di Smeraldo) un centro di informazione islamica affiliato al network Sinam al-Islam, ha diffuso un comunicato in arabo e in inglese corredato da alcune foto che mostrano alcuni cadaveri: i corpi degli ostaggi che comunque non erano riconoscibili.

Secondo il Site  “il gruppo islamico ha giustificato l’esecuzione degli ostaggi con il fatto che truppe britanniche e nigeriane stavano tentando di liberarli.”

Ansaru è lo stesso gruppo che nel maggio 2011 ha rapito un italiano, Franco Lamolinara, e un britannico, Christopher McManus, vicino Kebbi, quasi al confine con il Niger. I due furono uccisi dai loro rapitori nel marzo 2012 durante il tentativo delle truppe speciali nigeriane coadiuvate da elementi dell’esercito nigeriano di liberarli.

Massimo A. Alberizzi
twitter  @malberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi