Ancora non è finito, anche se da una mezz’ora non si sentono più ne sparì, ne boati di granate. Gli elicotteri hanno smesso di volteggiare. Si teme che gruppetti di assalitori siano ancora nascosti nel centro commerciale e che utilizzino gli ostaggi come scudi umani. I feriti sarebbero più di 300. Alcuni mesi fa la polizia kenyota aveva arrestato un gruppo di persone venute dalla Somalia che aveva in programma di organizzare una serie di attentati. Erano in possesso di alcune mappe su cui erano indicati i possibili obbiettivi, tra gli altri il grattacielo nella zona centrale, International House, che ospita l’ambasciata italiana
IN DIRETTA STREAMING DA NAIROBI: è in atto l’assalto finale delle forze speciali kenyote (e israeliane?)
Le trasmissioni sono difficili per le pessime linee di comunicazione. Non si sentono più colpi di granate o pistole. Le connessioni dati sono ferme in questo momento, riusciamo solo a comunicare con sms. Ci riproviamo alle 19.
NAIROBI ORE 16.19 – Una forte esplosione e poi raffiche di mitra. Sembra cominciato il blitz per liberare il Wastgate, il centro commerciale più famoso e alla moda della capitale keniota
Elicotteri militare volteggiamo sopra il palazzo. Stamattina sono arrivate truppe speciali israeliane e tutti i giornalisti, che fino a ieri notte potevano restare davanti al Westgate per monitorare la situazione, sono stati allontanati. Nessuno può quindi testimoniare quello che sta succedendo.
Nairobi: attacco al Westgate. La situazione alle ore 15.30 di domenica
Aggiornamento dal Kenya di Massimo Alberizzi sulla situazione degli ostaggi. I giornalisti sono stati allontanati. Potrebbero essere in arrivo dei corpi speciali israeliani per un possibile blitz. I morti ufficiali sono 59, ma potrebbero essere molti di più.
Il riassunto della giornata tragica a Nairobi al Westgate mall
Il video commento di Massimo Alberizzi sull’attacco terroristico a Nairobi
DIRETTA da Nairobi – Attacco al centro commerciale – I TERRORISTI SAREBBERO SOMALI- LE PRIME STIME PARLANO DI 50 TRA MORTI E FERITI – LIBERATI GLI OSTAGGI MUSULMANI – IN CONTINUO AGGIORNAMENTO – ESCLUSIVA AFRICA EXPRESS
Le prime stime parlano di 50 vittime. Forse coinvolti degli italiani. Massimo Alberizzi si trova sul posto e ci sta inviando filmati e commenti in diretta.
Nairobi, attacco al centro commerciale frequentato dagli stranieri almeno 10 morti (di Massimo A. Alberizzi)
BREAKING NEWS
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE
NAIROBI – Un gruppo di uomini armati ha attaccato uno dei più popolari centri commerciali della capitale keniota, il Westgate. Secondo le prima testimonianze il commando, composto da almeno 5 uomini è entrato nello shopping center, che tra l’altro ospita una filiale della catena di supermercati Nakumatt, e ha lanciato alcune granate. Almeno dieci persone sono morte, ma il bilancio sembra destinato a salire.
ERITREA/Lottavano per la democrazia: dal 2001 spariti in galera (di Massimo A. Alberizzi)
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 19 settembre 2013
Il 18 settembre del 2001 (esattamente 12 anni fa) mentre tutti gli occhi del mondo erano puntati su New York dove sette giorni prima si era consumato il barbaro attentato contro le torri gemelle, in Eritrea si è consumato un feroce delitto contro la democrazia dell’allora più giovane Stato del mondo. All’alba le forze di sicurezza con blitz simultanei hanno arrestato un gruppo di dissidenti sorpresi quasi tutti nel sonno. Non erano persone qualunque ma ministri, ex ministri, giornalisti e comunque veterani della rivoluzione.
ERITREA/Il regime del terrore (di Marco Cavallarin)
Il 13 settembre del 2001
(esattamente 12 anni fa) il dittatore eritreo
Isaias Afeworki faceva arrestare un gruppo di dissidenti,
suoi amici e compagni di lotta,
eroi della guerra di indipendenza contro l’Etiopia.
Di loro non si sa più nulla da allora.
L’Eritrea era la speranza di un’Africa nuova in cui il sostegno popolare sembrava poter dare vita a una democrazia partecipata da tutto il suo popolo. Così non è stato. L’Eritrea di oggi è a Sawa (inospitale campo militare, ndr), pronta a difendersi da una minaccia etiope sempre più vaga e a sostenere il potere assoluto del presidente e dei pochi militari che ne condividono la follia e l’avidità di potere e di denaro.
Ieri si è votato in Ruanda: vincerà Paul Kagame. Il Paese cresce e si sviluppa ma la democrazia zoppica (di Massimo A. Alberizzi)
DAL NOSTRO INVIATO
NAIROBI – Ma non si riesce proprio in Africa a coniugare democrazia, crescita, rispetto dei diritti umani? In Ruanda ieri si è votato per rinnovare il parlamento e per eleggere il presidente, il paese registra una crescita inconcepibile fino a qualche anni fa e sconosciuta agli altri Paesi del continente. La corruzione è a un livello bassissimo. Ma per raggiungere questi traguardi Paul Kagame, il presidente dal pugno di ferro, ha rinunciato alla completa democrazia.
