Alessandra Fava
Milano, 6 luglio 2026
John McEvoy e Phil Miller di Declassified UK sono gli autori di un’inchiesta sui cittadini europei, specie britannici, che hanno prestato servizio militare nell’esercito israeliano IDF, combattendo anche contro Hamas https://www.declassifieduk.org/over-2000-britons-served-for-israel-amid-gaza-genocide/
Molti di loro hanno preso parte al genocidio, alle violenze e alle torture come dimostrano diversi video che sono stati trovati online e postati dai soldati stessi.
L’inchiesta quindi ha individuato con nome e cognome e provenienza (c’è anche uno scozzese), diversi mercenari che si sono macchiati di genocidio e violenze. Dalla notizia è sfociata poi la petizione “Nessuno vuole vivere accanto a un criminale di guerra”, che ha raccolto in Gran Bretagna quasi 26 mila firme.
Ma come testimonia il seguito della ricerca il ministro degli Esteri non ne vuole sapere. Hanna Dokal, Alexander Morris e Phil Miller hanno pubblicato il seguito della faccenda qui
Nonostante sia assodato che sono 2 mila cittadini britannici che hanno prestato servizio militare nell’esercito israeliano dal 2023, il ministro degli Esteri, Hamish Falconer. non risponde a Miller di Declasiffied e rimanda ai suoi interventi ufficiali.

E’ interessante sapere che i dati pubblicati dagli inglesi, provengono da una richiesta di accesso agli atti, promossa dalla onlus israeliana Hatzlacha (letteralmente ‘successo’ ovvero un movimento per la promozione di una società giusta che tra i suoi obiettivi ha la trasparenza degli atti pubblici). La richiesta è stata inoltrata in base al Freedom Information Act e presentata nel marzo 2025 dal legale israeliano Elan Man al Ministero della difesa israeliano.
A febbraio di quest’anno, con grande trasparenza, finalmente è arrivata la risposta sui cittadini con passaporti esteri che hanno prestato servizio nell’esercito israeliano IDF da 7 ottobre 2023 a marzo 2025.
In testa ci sono gli statunitensi, seguiti da francesi, russi e tedeschi. Gli italiani sono 928 di cui 828 con doppia cittadinanza italo-israeliano e 100 con una terza nazionalità. Gli statunitensi sono 12.135, i francesi 6.127, i russi oltre 5 mila, i tedeschi 4 mila circa, gli ucraini 3,200, i rumeni 1.675, i polacchi 1.668, gli etiopi quasi 1.400 e i canadesi 1.200, per un totale di più di 50 mila cittadini che hanno fatto i mercenari e molto probabilmente partecipato a un genocidio, in quanto una grande parte ha confessato di essere stata impiegata nella Striscia di Gaza.

In Israele la questione del servizio militare affidato a “stranieri” ha destato un certo scalpore. I media israeliani già a febbraio scorso erano riusciti ad accedere ai dati rilasciati. Per primo ne ha parlato il quotidiano Yedioth Ahronoth, seguito poi dalla Reuters e altre testate internazionali, compresa Al-Jazeera. Insomma l’Italia non poteva non sapere.
E l’Italia che fa? Per ora niente. Alla luce delle notizie degli ultimi mesi, alcuni parlamentari hanno fatto delle interrogazioni, ma il governo ha risposto che non ci sono dati ufficiali. Eppure, curiosamente, già a ottobre 2023 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva dichiarato che “in Israele ci sono 18 mila italiani, 1.000 sono nell’esercito, stanno facendo il servizio di leva” e il aveva aggiunto che si tratta di “persone che vivono in Israele, di religione ebraica ma hanno anche il passaporto di origine”. Quindi la loro presenza era ben nota e il numero anche dato che 928 e mille sono piuttosto vicini.
E così in Italia tutto tace e media non ne parlano, salvo rarissime eccezioni come Il Giornale d’Italia

Eppure già il 21 novembre 2024 la Corte Penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della difesa Yoav Gallant, per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
E a gennaio 2024 la Corte Penale Internazionale e poi la Commissione Onu hanno concluso che a Gaza è in corso un genocidio. Quindi non dovrebbero esserci remore e dubbi sul perseguire penalmente i criminali di guerra che non dovrebbero essere tuoi vicini di casa.
Alessandra Fava
alessandrafava2015@libero.it
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