L’italiano Yemane Crippa, figlio della guerra in Etiopia, conquista l’oro nei 10 mila metri agli europei di Monaco

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Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
22 agosto 2022

Yemaneberahn in amarico significa “il braccio destro di Dio”.

Lui non chiedeva tanto da bambino cresciuto nella regione degli Amhara, nell’Etiopia centro settentrionale, squassata dalla guerra civile.

Yemane Crippa, medaglia d’oro per l’Italia sui 10.000 metri

Si accontenta di essere, per ora, il bipede più forte sulla distanza più lunga e impegnativa dell’atletica leggera. Il nuovo re d’Europa sui 10mila metri è lui Yeman Crippa nato a Dessiè (Etiopia, appunto) il 15 ottobre 1996, trapiantato in Trentino all’età di 5 anni, dopo essere stato salvato dall’orfanatrofio di Addis Abeba in cui rischiava di restare sommerso per sempre (con 1 fratellino e 8 cugini) dalla coppia di milanesi, Roberto e Luisa Crippa.

E’ stato incoronato ieri sera all’Olympiastadion di Monaco di Baviera al termine della gara conclusiva dei Campionati Europei di Atletica.

Magro, quasi scheletrico (53 chili per 1,74 di altezza), capelli serpentelli, ha entusiasmato lo stadio tedesco e gli italiani davanti alla TV, con una volata negli ultimi 400 metri emozionante, mozzafiato, inaspettata, fenomenale: ha raggiunto e superato il trentaseienne norvegese eritreo Zerei Kbrom Mezngi, che sembrava avviarsi a una facile vittoria. Una sfida tiratissima fra due figli degli altopiani.

“Sono contentissimo, è un oro che vale tanti successi messi assieme a livello giovanile, adesso posso dire che faccio parte del club delle medaglie d’oro“, ha dichiarato in tv Yeman Crippa, che poi ha scherzato: “Avrei voluto esibire i muscoli come Jacobs, ma non ci sono riuscito”. (Il riferimento era naturalmente all’erculeo scattista nostrano Marcel Jacobs, a sua volta medaglia d’oro nei 100 metri).

Yeman inseguiva questo successo da quattro anni, dopo il bronzo conquistato agli europei di Berlino nel 2018. Una fame d’oro che è diventata più acuta il 16 agosto scorso quando si è piazzato al terzo posto nei 5 mila metri.

Ma quella medaglia era un antipasto e ieri notte finalmente la vittoria sui 10 mila (in 27’46” 13), l’oro tanto agognato in una carriera folgorante, cominciata nell’Atletica Valchiese, di Storo in Trentino, dove si era trasferita la famiglia adottiva (fratello e cugini compresi a Montagne, presso Tione), che lo ha spinto anche a studiare (istituto alberghiero, prima di entrare in polizia).

Dopo aver giocato a calcio, era stato avviato alle corse dal compianto mentore Marco Borsari, “per poi essere seguito – ricorda nel suo sito la Fidal (federazione italiana di atletica) da Massimo Pegoretti, ex mezzofondista delle Fiamme Azzurre…. Protagonista in tutte le categorie e su tutti i terreni, dalla corsa in montagna alla campestre”, Yeman è primatista italiano di 3000, 5000 e 10.000 metri. E ora è diventato il quarto italiano a dominare in questa specialità, dopo 32 anni. Una vittoria che viene lontano e che promette di andare lontano.

Costantino Muscau
muskost@gmail.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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