Il Senegal piange i neonati bruciati vivi in ospedale mentre attracca a Dakar la più grande nave ospedale del mondo

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Africa ExPress
1° giugno 2022

L’imponente nave ospedale della ONG Mercy Ships è stata inaugurata due giorni fa a Dakar dal presidente Macky Sall e dai suoi omologhi Umaro El Mokhtar Sissoco Embaló e Azali Assouman, rispettivi capi di Stato della Guinea Bissau e delle Comore.

La Global Mercy è arrivata nella ex colonia francese in un momento particolarmente doloroso: pochi giorni fa si è consumata una terribile la tragedia all’ospedale di Tivaouane, dove sono morti 11 neonati a causa di un incendio, scoppiato nel reparto maternità.

Nave della ONG Mercy Ships in Senegal, Dakar

I funerali dei piccolissimi si sono svolti domenica a Tivaouane, città nell’ovest del Paese. La popolazione chiede giustizia, indagini indipendenti per trovare i responsabili di questa immane tragedia.

Il presidente Sall ha già rimosso dal suo incarico il ministro della Sanità, Abdoulaye Diouf Sarr, che al momento del disastro si trovava in Svizzera per partecipare a una riunione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ora il dicastero è stato affidato a Marie Khemesse Ngom Ndiaye, che fino a allora è stata Direttore Generale della Sanità Pubblica.

Dalle prime indagini emerge che l’incendio sia stato causato da un corto circuito nel reparto neonatale dell’ospedale Mame Abdou Aziz Sy Dabakh. L’unità terapeutica è stata divorata velocemente dalle fiamme e il personale sanitario presente non sarebbe riuscito a portare fuori tutti i neonati. Solamente tre piccolissimi sono stati tratti in salvo.

Intanto sono state fermate tre persone: un’ostetrica, un’infermiera e il direttore delle risorse umane, con l’accusa di aver messo in pericolo la vita altrui.

Questa tragedia è l’ultima di una lunga serie e mette nuovamente in primo piano le gravi carenze del sistema sanitario pubblico del Paese.

La Global Mercy attraccata nel porto di Dakar, il più grande nosocomio galleggiante al mondo, resterà nella capitale senegalese quattro settimane. Il compito di medici infermieri che fanno arte dell’equipaggio è quello di formate 260 professionisti della sanità locale. Un suo ritorno è poi previsto nel 2023, per offrire i propri servizi alla popolazione, come chirurgia maxillo-facciale e ricostruttiva, rimozione di tumori, operazioni volti a ridurre la malformazione da labiopalatoschisi (comunemente detto: labbro leporino n.d.r.), riparazione di fistole ostetriche, chirurgia ortopedica infantile, come il piede equino e quant’altro.

Con una lunghezza di 174 metri, una larghezza 28,6 e 12 ponti, con un totale di una superficie di 7.000 metri quadri, la nave della ONG è davvero un gigante degli oceani e non resta certamente inosservato nel porto della capitale senegalese, dove è giunto venerdì scorso.

L’ospedale galleggiante dispone di ben 6 sale operatorie e 102 posti letto destinati a malati con sintomi acuti, altri  90 per convalescenti e infine un reparto per cure intensive che può accogliere 7 pazienti.

La Mercy Ships è un’organizzazione internazionale basata su valori cristiani, fondata a Losanna, Svizzera, nel 1978, con lo scopo di rafforzare i sistemi sanitari in Africa, offrendo interventi chirurgici gratuiti a bordo delle sue navi, formazione per gli operatori sanitari locali e migliorare le infrastrutture sanitarie nei Paesi. Ma anche altre iniziative, come programmi di salute mentale, progetti agricoli e cure palliative per malati terminali completano la gamma degli interventi della ONG.

Incendio nel reparto neonatale dell’ospedale di Tivaouane, Senegal

“Grazie alle nostre due navi possiamo intervenire su quasi cinquemila pazienti l’anno”, ha dichiarato orgoglioso Nathan Claus, direttore dei servizi clinici della ONG.

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