Senegal: dilaga l’omofobia, manifestazione per l’inasprimento delle pene

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Africa ExPress
21 febbraio 2022

Una folla immensa ha manifestato domenica a Dakar contro i diritti degli omosessuali .
Armati di cartelloni in francese, wolof e arabo, la gente è scesa nella Place de la Nation per chiedere la criminalizzazione dell’omosessualità.

Senegal: Manifestazione contro gli omosessuali

Una proposta di legge, volta a inasprire le norme vigenti contro la comunità LGBT (acronimo per  Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender), presentata in parlamento alla fine di dicembre, non aveva convinto però gran parte dei parlamentari. I deputati della maggioranza avevano dichiarato che non avrebbero votato in favore di della norma, proposta dal collettivo And Sam Djiko Yi, che ha dato anche il via alle proteste di questa domenica.

Anche il presidente del Senegal, Macky Sall si era espresso negativamente nei confronti della proposta di legge, essendo già in vigore l’articolo 319 del Codice penale, che condanna rapporti contro natura e atti osceni in pubblico. Ma tali dichiarazioni, anche se pronunciate dal capo dello Stato, non hanno convinto molti senegalesi.

L’imam, Pape Birame Sarr, che fa parte del consiglio del collettivo, al quale aderiscono oltre 125 associazione, ha proclamato a gran voce che bisogna inasprire le pene, specificando: “L’omosessualità non esiste, è contrario ai nostri valori e alla nostra fede. Come la poligamia è vietata in Francia, la stessa cosa vale qui, nel nostro Paese, per l’omosessualità”.

Tra i manifestanti erano presenti anche molti giovani, pronti a condannare la comunità LGBT. E, secondo Seydi Gassama, direttore per il Senegal di Amnesty International, “gli atti contro natura” sono già severamente puniti in questo Paese e l’articolo di legge in vigore, tra l’altro molto criticato dalle associazioni per i diritti umani, prevede pene severe, fino a cinque anni di detenzione.

Omosessuali, lesbiche sono aspramente criticati, criminalizzati da gran parte della società. Silenzio e discrezione sono diventati un obbligo anche per gli attivisti della comunità LGBT. Molti militanti sono stati costretti all’esilio, alrri hanno ridotto il loro operato alla prevenzione di AIDS/HIV. Sono finiti i tempi in cui la società civile chiedeva uguali diritti per tutti.

Negli ultimi anni parecchi persone della comunità LGBT sono state arrestate, sentenziate a severe pene di detenzione. Gassama ritiene che la manifestazione di ieri è più che altro una strumentalizzazione politica per indebolire il governo, in vista delle elezioni legislative, previste per il 31 luglio prossimo.

Insomma, essere gay in Africa equivale a una condanna o a causa di specifiche leggi o per intolleranza religiosa; quasi tutti i Paesi del continente rendono la vita davvero difficile agli appartenenti alla comunità LGBT.

Africa ExPress
@africexp

 

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