Mistero sul sequestro sotto gli occhi della polizia di un tigrino a Nairobi

Samson Teklemichael

Africa ExPress
29 novembre 2021

Venerdì 19 novembre 2021,verso le 17.45, è stato rapito da agenti della sicurezza del Kenya il cittadino etiopico, originario del Tigray, Samson Teklemichael, noto come Samy. Testimoni oculari hanno filmato la vicenda vicino alla rotonda di Kieleleshwa, che dista poco più di 5 chilometri dal centro di Nairobi, la capitale del Kenya.

Durante il sequestro è sopraggiunto anche un agente della polizia stradale, che ha osservato in religioso silenzio la scena, senza intervenire o chiamare rinforzi mentre, alcune persone in abiti civili hanno prelevato con la forza Samson dalla propria auto, una Bentley, e non ha mosso nemmeno un dito quando il tigrino veniva spinto con violenza dentro in una Subaru.

La vettura del sequestrato è rimasta per ore a bordo strada nel luogo del rapimento. Un amico, che l’ha vista parcheggiata, ha avvertito del fatto la moglie di Samson.

Dal momento del suo sequestro non si hanno più notizie del 39enne etiope, arrivato in Kenya nel 2009, dove negli anni si è costruito un impero. La sua società esporta gas in Etiopia e ha costruito una rete per la distribuzione.

Samson Teklemichael

Sua moglie, Milen Halefo, ha spiegato ai media kenioti: “Non sappiamo nulla, non siamo mai stati coinvolti in alcun crimine, non siamo mai stati indagati. Siamo qui legalmente da molti anni, i nostri figli sono nati qui. Ci occupiamo solamente di gas, quindi mi chiedo perché abbiano rapito mio marito”.

Il 24 novembre 2021, Babu Owino, membro dell’Assemblea Nazionale keniota, ha portato in Parlamento il drammatico rapimento, commesso sotto gli occhi dalla sicurezza keniota. Durante un question time, Owino ha sottoposto a Bonafred Matiang, segretario di gabinetto keniota agli Interni, nonché responsabile del coordinamento del governo nazionale, una serie di quesiti per conoscere la sorte del tigrino: “A che punto sono le indagini? ci sono persone arrestate?”, E poi: “Quali disposizioni sono state prese per proteggere keniani e cittadini stranieri dall’ondata di rapimenti che si sono verificati in Kenya?”.

Owino ha concluso l’interrogazione parlamentare, sottolineando l’urgenza della questione, visto che i lavori del Parlamento saranno sospesi dal 3 dicembre 2021 al 24 gennaio 2022 per le vacanze natalizie. Intanto il governo tace. Finora non è stata fornita alcuna risposta ai quesiti formulati dal deputato.

Momenti del sequestro di Samson

Il sequestro di Samson Teklemichael è solo l’ultimo di una lunga serie. Ecco i più eclatanti:

Il rapimento e la deportazione in Turchia di Selehaddin Gulen, nipote di Fetullah Gulen (predicatore e politologo turco, studioso dell’Islam e leader del movimento Gülen), accusato dal presidente Erdogan di essere uno dei cospiratori del tentato di colpo di Stato militare del 2016 in Turchia. Un tribunale keniota si era espresso contrario alla sua espulsione. Selehaddin Gulen, poi scomparso dalla sede della polizia del Kenya il 3 maggio 2021.

Nel gennaio 2017 si sono misteriosamente volatilizzati Dong Samuel Luak, importante avvocato e attivista dei diritti umani, rifugiato di nazionalità sud sudanese, registrato in Kenya dal 2013, e Aggrey Ezbon Idri, un membro dell’opposizione politica del Sud Sudan. Entrambi sono stati rapiti mentre percorrevano a piedi una via di Nairobi, rispettivamente il 23 e il 24 gennaio 2017.

Tutti e due sono poi stati uccisi in Sud Sudan. Su questi casi si è espresso anche Human Rights Watch: “La scomparsa dei due uomini è il risultato di una collusione tra il Sud Sudan e il Kenya, ma entrambi i governi hanno costantemente negato di avere i due in custodia e di non aver mai saputo dove si trovassero”. Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite per il Sud Sudan ha poi scoperto che i due uomini sono stati sequestrati in Kenya dall’ Internal Security Bureau of South Sudan e poi trasferiti il 27 gennaio 2017 a Juba con un aereo commerciale.

Visti i precedenti rapimenti e relative deportazioni, il sequestro di Samson sembra un episodio della guerra civile in atto in Etiopia, dove migliaia di tigrini sono stati arrestati durante varie razzie anche nella capitale Addis Abeba.

Ora gli osservatori (compresi i media) si attendono chiarimenti da parte del governo di Nairobi. La moglie spera che si tratti di un semplice malinteso e che Samy ritorni quanto prima a casa, come è successo a Stella Wathiraa e Ahmed Galabi. La coppia, residente in Iran (erano venuti in Kenya per trovare i familiari di Stella), era stata fermata dagli agenti dell’antiterrorismo kenyota all’aeroporto internazionale di Nairobi il 24 settembre di quest’anno e poi rilasciata il 30 settembre.

Quattro giorni fa l’Alta Corte del Kenya ha ordinato all’Ufficio del procuratore generale di avviare immediatamente le indagini sulla scomparsa dell’uomo d’affari etiopico, rapito presumibilmente da agenti della pubblica sicurezza keniota. La Corte ha inoltre ordinato al direttore dell’Ufficio della procura di comparire in aula oggi, 29 novembre.

L’intervento dell’Alta Corte è stato chiesto dell’avvocato del rapito, Stanley Kang’ahi, che teme Samy possa essere trasferito in Etiopia.

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