Sudan: torturarono e uccisero un maestro Condannati a morte 27 agenti dei servizi

Africa ExPress
30 dicembre 2019

Ventisette membri dei servizi segreti sono stati condannati alla pena capitale da un Tribunale del Sudan per aver torturato un insegnante fino alla morte dopo il suo arresto perché avevano partecipato a manifestazioni che si sono svolte in tutto il Paese. La condanna sarà eseguita per impiccagione.

E’ la prima volta che una Corte sudanese emette una sentenza per le repressioni durante le proteste che hanno portato al rovesciamento di Omar Al Bashir e del suo governo l’11 aprile scorso.

Condanna a morte per 27 membri dei servizi segreti del Sudan

La pena della reclusione è stata invece inflitta a altri 13 imputati, mentre quattro sono stati assolti. Ora si attendono eventuali ricorsi.

La morte dell’insegnante, Ahmed al-Khair, avvenuta a Khashm al-Qirba, città nell’est del Sudan, aveva creato indignazione in tutto il Paese. Al-Khair era stato arrestato in seguito alle proteste conosciute anche come “La rivolta del pane”, iniziate nel dicembre 2018 dopo l’annuncio del governo di voler triplicare il prezzo del pane.

I familiari dell’insegnante hanno sottolineato che inizialmente gli agenti della sicurezza avevano sostenuto che il loro congiunto sarebbe morto in seguito ad avvelenamento; qualche giorno dopo, invece, è stato appurato che il decesso era dovuto alle torture subite; il corpo della vittima, infatti, portava evidenti segni di violenza.

Durante l’udienza centinaia di persone hanno manifestato con la bandiera del Sudan e fotografie della vittima davanti al Tribunale di Omdurman, città situata sulla sponda occidentale del Nilo, dove è stato emesso il verdetto.

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