Zimbabwe: l’ultima Rolls Royce per la First Lady mentre il paese e al collasso

francoDal nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 6 ottobre 2017

Grace Mugabe, l’autorevole moglie di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, ama il lusso sfrenato. Ama, soprattutto, il poterlo ostentare in un paese ridotto alla rovina economica e alla fame. Il suo ultimo capriccio è la prestigiosa Rolls Royce “Ghost” acquistata a Johannesburg  per l’irrisoria somma di euro trecentottantamila. Una bazzecola per la famiglia Mugabe, che dispone di un parco auto di alto prestigio, del valore di soli 2,2 milioni di euro. Per evitare la tassa import, la nuova Rolls è stata (e rimarrà) registrata in Sud Africa.  

Lo Zimbabwe, che nell’aprile scorso ha festeggiato il suo trentasettesimo anno di indipendenza, ha all’attivo un bel po’ di disastrosi primati: il più evidente e quello di poter vantare, in Robert Mugabe (93 anni), il più vecchio capo di stato del mondo; un altro, quello di aver fatto forfait della propria moneta per adottare il dollaro americano,  emettendo – probabilmente per la prima volta nella storia del Cosmo – una banconota da 100 trilioni di dollari! Secondo alcuni riviste di gossip, lo Zimbabwe avrebbe anche, in Grace Mugabe, la più spendacciona first Lady del pianeta,novella versione nera di Maria Antonietta (senza rischio ghigliottina). Per questa attititudine al lusso, la potente signora africana è stata soprannominata Grace “Gucci” Mugabe.

La Rolls Royce Gosth di Grace Mugabe
La Rolls Royce Gosth di Grace Mugabe

Di 41 anni più giovane del consorte, Grace pare saper interpretare al meglio (ovviamente meglio per lei) il ruolo di “presidentessa”. Fa quello che le pare, nei confronti di chi le pare e non si volta neppure a guardare chi ha calpestato. Tutto, del resto, le risulta facile grazie all’enorme ed incontrastato potere feudale che condivide con il marito su un paese che ha anche totalizzato la  fantascientifica iper-inflazione della propria moneta del 26.470 per cento!

Per dare lustro culturare alla sua discussa personalità, Grace Mugabe ha anche ottenuto nel 2014 un dottorato in sociologia dall’Università dello Zimbabwe. Una laurea che le è stato conferita solo due mesi dopo che si era iscritta ai corsi di studio. In agosto, durante una visita presso l’abitazione  del figlio a Johannesburg (Sud Africa), ha selvaggiamente picchiato una modella locale, Gabriella Engles di vent’anni, percuotendola con un cavo elettrico il cui terminale ha procurato alla giovane una profonda ferita alla fronte.

La ragione di questo assalto? La modella era accusata di convivere con il figlio.

Un interno del bus che trasporta la coppia Mugabe nel paese
Un interno del bus che trasporta la coppia Mugabe nel paese

L’aggressiva first lady, non è nuova a simili e violente estemporaneità. Nel gennaio 2009, mentre faceva shopping a Hong Kong, diede ordine alle sue body guard di riempire di botte Richard Jones, un malcapitato fotografo del Sunday Time che l’aveva ritratta. Ma fece anche di più: Per non rinunciare alla festa, si unì al pestaggio, scaricando una serie di pugni in faccia al poveretto. Del resto perché mai dovrebbe  soffocare la propria battagliera natura, visto che sia le autorità sudafricane che quelle cinesi non presero alcuna iniziativa nei suoi confronti riconoscendole l’immunità diplomatica? (http://www.africa-express.info/2017/08/17/zimbabwe-mugabe-vola-sudafrica-per-salvare-la-moglie-grace-dalla-galera/)

L’ecletticità di Grace, grazie anche ad una moralità piuttosto disinvolta, fu indubbiamente lo strumento che l’aiutò nell’ascesa al potere. Sposata con un pilota dell’areonautica militare, da cui ebbe un figlio, divenne prima segretaria particolare e poi amante del presidente Robert  Mugabe, mentre era ancora la moglie del pilota tradito, che fu consolato con la nomina ad addetto militare presso l’ambasciata dello Zimbabwe in Cina, cioè ben lontano dall’alcova presidenziale che fu consacrata con il solenne matrimonio tra Robert e Grace (72 anni lui, 31 lei) nel 1996

Grace, moglie del presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe
Grace, moglie del presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe

Coinvolta in dozzine di scandali ed anche lei colpita, insieme al marito, dalle sanzioni europee ed americane, ha subito il congelamento di tutti i beni presenti in quei paesi, e le è stato anche negato il visto d’ingresso. Questo costringe una frustrata Grace a fare shopping esclusivamente nelle nazioni compiacenti, rinunciando a New York, Roma, Londra e Parigi. Uno smacco, questo, che ha certamente acuito i suoi forti sentimenti anti-occidentali, gli stessi che, secondo alcuni biografi della coppia, l’avrebbero portata ad istigare il marito verso la brusca e scellerata epurazione dell’anno 2000 che requisì le terre agli agricoltori britannici e ripudiò contemporaneamente tutti i debiti contratti con il Fondo Monetario Internazionale. Iniziative scriteriate che sono state le genitrici del disastro economico attuale.

Pare anche sia stata partorita da Grace, l’idea di fornire bestiame (vacche, percore, suini) alle banche, quale garanzia per l’ottenimento di prestiti.  Forma, questa, che era stata già utilizzata in passato da altri paesi, quali Ghana, Kenya e Nigeria, ma in forma temporanea, mentre in Zimbabwe è stata adottata come una scelta permanente che, nelle aspettative del vecchio leader, dovrebbe favorire la sua rielezione nelle prossime consultazioni elettorali del 2018, successo questo che – se avverrà – sancirà il suo incontrastato dominio su un paese allo sfascio per oltre mezzo secolo. (http://www.africa-express.info/2017/07/08/morto-gheddafi-lunione-africana-senza-soldi-mugabe-le-regala-un-milione-di-dollari/)

I poteri acquisiti da Grace Mugabe nella sua posizione di compagna del leader, oltre all’ingente patrimonio personale – con l’annessa forza “persuasiva” che ciò comporta – la fanno da molti ritenere la possibile alternativa alla presidenza del paese, qualora Robert Mugabe decida di “abdicare” in suo favore o raggiunga fatalmente quel traguardo ultimo che neppure il suo tenace attacamento al potere è in grado di eludere. Nulla da stupirsi se così avverrà; lo Zimbabwe non sarà la prima nè l’unica “democrazia” africana che perpetua il potere per successione dinastica.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi