William Ruto l’uomo più corrotto del Kenya vuole la riconferma a vicepresidente

Cornelia I. Toelgyes Rov 100Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 6 agosto 2017

William Samoei arap Ruto, vicepresidente del Kenya, si candida nuovamente nelle file di Uhuru Kenyatta, per riconquistare la sua poltrona,

Ruto è nato nel 1966 nella Uasin Ghishu County, feudo dei kalenjin, una delle maggiori etnie del Paese, da una famiglia di modeste origini. Sin da bambino è sempre stato uno studente brillante. Si è laureato con il massimo dei voti in biologia e zoologia e per diversi anni si è guadagnato da vivere come insegnate, prima di intraprendere la carriera politica.

William Ruto, vicepresidente del Kenya con la moglie Rachel
William Ruto, vicepresidente del Kenya con la moglie Rachel

Nel 1992 si lancia in politica con  “I giovani per Kenya African National Union” (KANU), il partito di Daniel arap Moi (arap vuol dire figlio di in lingua kalenjin). Il giovane Ruto era un assiduo frequentatore della African Inland Church(AIC) e negli anni all’università è stato anche il leader del University Christian Union choir.

Il suo primo incontro con Moi avviene casualmente durante una funzione religiosa: l’allora presidente era stato colpito da una preghiera recitata da Ruto. Oggi il vicepresidente è un uomo ricco, ma fonti certe del suo villaggio d’origine raccontano che da giovane vendeva polli e arachidi lungo la strada Nakuru–Eldoret, per contribuire al magro bilancio della sua famiglia.

Durante le elezioni del 2007 Kenyatta e Ruto erano impegnati su fronti diversi. Il primo era all’epoca un fedele del presidente di allora, Mwai Kibaki, mentre il secondo appoggiava Raila Odinga, oggi rivale di Ruto, e candidato come presidente in questa tornata elettorale (http://www.africa-express.info/2017/08/06/raila-odinga-per-la-quarta-volta-tenta-la-conquista-della-presidenza/).

Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya e ils suo vicepresidente, William Rutu
Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya e ils suo vicepresidente, William Rutu

Sia Kenyatta che il suo vice Ruto sono stati incriminati dalla Corte penale internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità, commessi durante e dopo le presidenziali del 2007, per altro considerate truccate dalla comunità internazionale.

Ci furono un migliaio di morti in scontri tribali tra i sostenitori dell’uno e quelli dell’altro, che allora erano appunto su fronti opposti. Ma come succede spesso, il processo è stato accantonato per il ritiro dei testimoni. In molti credono che i testimoni siano stati comprati, dopo le strane morti di alcuni di loro. Inoltre già nel 2013, durante un vertice dell’Unione Africana, molti Paesi avevano minacciato di uscire in massa dalla CPI, classificandola come “razzista e con atteggiamenti pregiudiziali verso gli africani”.

Ruto è stato il primo vicepresidente nella storia della ex colonia britannica ad essere eletto direttamente dal popolo; funzioni e poteri che competono a questo ruolo sono fissati dalla Costituzione. Il vicepresidente deve inoltre eseguire i compiti che gli vengono affidati direttamente dal presidente e sostenerlo quando è necessario per poter governare con serenità.

Poco meno di un anno fa, la Infotrak, ditta che si occupa di ricerche sociali e statistiche, ha classificato l’ufficio di Ruto come il più corrotto in assoluto, mentre quello del presidente è il secondo in questa triste classifica. Il sessantadue per cento dei kenioti è convinto di non aver scelto il partito migliore durante le elezioni del 2013, mentre il cinquantacinque per cento non è soddisfatto dell’andamento economico del Paese.

William ha un grande carisma ed è un ottimo oratore, oltre ad essere un eccellente team leader. E’ sposato con Rachel Chebet Ruto, conosciuta durante gli anni all’università, che gli ha dato sei figli, tra loro una figlia non biologica, Nadia. La moglie viene da una famiglia di contadini poverissima; Rachel ha indossato per la prima volta un paio di scarpe quando è stata ammessa alla scuola secondaria. Auto viene dipinto come un ottimo padre di famiglia, e segue l’educazione dei figli con attenzione.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

 

 

 

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi