Published On: Fri, Jul 28th, 2017

Si vota in Angola a fine agosto ma l’Europa non invia osservatori, ucciso ragazzo di 17 anni

Cornelia I. Toelgyes Rov 100Speciale per AfricaExpress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 28 luglio 2017

In un comunicato di poche ore fa l’Unione Europea ha fatto sapere che rinuncia ad inviare i suoi osservatori alle prossime elezioni generali in Angola, che si svolgeranno il prossimo 23 agosto. Luanda non ha accettato le condizioni imposte dall’UE, compreso l’accesso a tutti seggi elettorali sparsi nel Paese. L’Unione sarà presente solamente con un piccolo team, composto al massimo da cinque persone, dovendo abbandonare il progetto iniziale, che prevedeva un’analisi approfondita del risultato del voto.

Edoardo dos Santos, in carica dal 10 settembre 1979, ha sorpreso la comunità internazionale tutta quando aveva annunciato che non si sarebbe più ricandidato. Questa scelta è certamente legata a seri problemi di salute, che costringono dos Santos ad allontanarsi dal Paese con una certa frequenza per sottoporsi a cure mediche in Europa (http://www.africa-express.info/2017/05/20/il-presidente-angolano-dos-santos-ammalato-forse-gravemente-spagna-per-curarsi/).

Angola, inizio della campagna elettorale

Angola, inizio della campagna elettorale

Intanto è già iniziata la campagna elettorale, alla quale parteciperanno sei formazioni politiche. Il primo della lista del partito che porterà a casa il maggior numero di voti, sarà proclamato capo dello Stato.

Il Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola, formazione politica al potere, ha designato come suo candidato l’attuale ministro della Difesa, Joao Lourenço. I partiti d’opposizione riusciranno certamente strappare qualche consenso in più rispetto alle precedenti elezioni, visto il malcontento che serpeggia nel Paese, ma, secondo gli osservatori, le possibilità di poter superare l’MPLA sarebbero scarse. Sono troppo frammentati e nessuno dispone di una leadership autorevole. Inoltre, non riescono a comunicare con chiarezza ed efficacia con l’elettorato.

Non si può certamente parlare di uguali opportunità per i partiti dell’opposizioni: mancano i fondi necessari per condurre una campagna elettorale che possa eguagliare quella dell’MPLA. Non ci sono soldi per la pubblicità, per pagare gli spostamenti dei candidati, per l’organizzazione di comizi o per regali ai potenziali elettori. “Finora l’opposizione non è mai riuscita a conquistare nemmeno cinquanta dei duecento seggi al Parlamento”, riferisce Teka Ntu, responsabile per la politica estera del partito “Alleanza patriottica nazionale”  e aggiunge: “Attualmente vige una dittatura parlamentare nel mio Paese; è arrivato il momento che ciò termini”.

Eduardo Dos Santos

Eduardo Dos Santos

Dos Santos non sta bene, è debole e sicuramente non potrà accompagnare il suo delfino durante le varie manifestazioni, previste durante il mese che precede la tornata elettorale. Se dovesse succedere qualcosa all’attuale presidente, c’è chi sostiene che MPLA sia preparato e pronto ad affrontare l’emergenza. Altri, invece, ritengono che potrebbe nascere immediatamente una lotta per i posti più ambiti. Attualmente la maggior parte degli incarichi di rilevanza sono occupati da persone che godono della massima fiducia del presidente. La figlia Isabel dos Santos è a capo della Sonangol, la società petrolifera di Stato (http://www.africa-express.info/2016/06/03/il-dittatore-angolano-nomina-la-figlia-a-capo-della-compagnia-statale-del-petrolio/), il figlio amministra il fondo statale petrolifero e anche gli alti funzionari di polizia, dei servizi segreti e dell’esercito sono tutte persone dell’entourage del dittatore.

Dos Santos aveva previsto anche questo. Una delle ultime leggi che ha fatto approvare a grande maggioranza dal Parlamento prevede che le scelte circa il personale, effettuate dal presidente non possono subire variazioni con la nomina del nuovo capo di Stato. Ovviamente questa legge è stato motivo di grandi polemiche, perché limita enormemente la libertà d’azione del nuovo futuro leader del Paese.

Ormai siamo già in piena campagna elettorale. L’MPLA promette la creazione di cinquecentomila nuovi posti di lavoro per i giovani, mentre l’Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola (UNITA), il maggiore partito all’opposizione, vuole garantire un salario minimo di cinquecento dollari, CASA-CE, la terza formazione politica, vuole riforme e elezioni locali.

Su una cosa tutti i partiti concordano: esigono una competizione elettorale leale e pacifica. Peccato che sia già morto un diciasettene, ucciso dalla polizia a Luanda, mentre scappava, dopo aver incendiato la bandiera dell’MPLA.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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- Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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