Dalla Siria scappano in Senegal: “Non è una prigione come l’Europa”

Africa ExPress
Dakar, 4 aprile 2016

Tre anni fa, un giovane ingegnere di Damasco, Husam al-Din, è scappato dalle violenze della Siria ed è approdato in Senegal. Per raggiungere l’ex-colonia francese in Africa occidentale ha percorso una strada lunga più del doppio di quella scelta dagli altri siriani che si fermano in Europa.

E’ venuto a Dakar, la capitale del Senegal, per lavorare come ingegnere all’aeroporto; una volta terminato il contratto, ha aperto una profumeria, un’ottima soluzione per poter rimanere nel Paese.

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“Non sono un rifugiato, ho un ottimo lavoro qui”, ha sottolineato Husam ai reporter di al-jazeera.
E, con gli occhi pieni di speranza ha proseguito così: “Quando nel mio Paese sarà tornata la pace, tornerò a casa definitivamente e spero che lo facciano anche gli altri miei compatrioti scappati dalla guerra”.

Dall’inizio del conflitto, centinaia di siriani sono venuti in Africa occidentale attraverso la Mauritania, Paese per il quale non necessitano alcun visto d’entrata.

“Qui sono un uomo libero, non è come in Europa, dove bisogna chiedere il permesso ai vari governi per potersi spostare. Immagino l’Unione Europea come un’immensa prigione, una vita davvero difficile per i profughi”, ha aggiunto Husam.

Secondo l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni  (OIM), l’anno scorso i profughi arrivati nell’UE sono stati oltre un milione, mentre nei primi mesi del 2016 ne sono giunti 143 mila, senza contare chi è morto strada facendo.

Africa ExPress

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi