Etiopia, si arrende in Sudan, gruppo ribelle finanziato dall’Eritrea

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 29 settembre 2015

Un gruppo ribelle etiopico, tigrino, esattamente, il TPDM, Tigray Peoples’s Democratic Movement, che aveva le sue basi in Eritrea, ha deposto le armi e si è arreso. Mola Asgedom, il leader del movimento, ha raggiunto Hamadit, città sudanese al confine, l’11 settembre scorso, era un venerdì, e, insieme a 683 dei suoi uomini, ha consegnato le armi alle autorità della ex colonia britannica.

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La stessa mattina, i militanti del TPDM si erano scontrati con soldati eritrei alle porte di Omhajer e, durante la battaglia, sarebbero stati uccisi sette ribelli etiopi.

Per evitare che i combattimenti tra gli uomini di Asgedom e le truppe regolari eritree continuassero, il governo di Khartoum ha evacuato i ribelli a Wad al-Hilu nel Kassala State, mentre i leader di TPDM sono stati trasferiti in un’altra località sudanese.

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Il TPDM è stato fondato nel 2001, quando Isaias Afeworki ha iniziato ad armare ribelli etiopi. Da allora questa milizia ha sempre sostenuto il dittatore eritreo. Dopo il fallito colpo di Stato del gennaio 2013, sembra che fossero addetti alla sicurezza personale di Isaias. Ad Asmara li riconoscevano perché il tigrino parlato in Etiopia e il tigrigna parlato in Eritrea sono esattamente la stessa lingua ma differiscono per alcune parole come tavolo o forchetta “neologismi” che nel paese rivierasco utilizzano in lingua italiana.

Pochi giorni prima degli scontri, il 7 settembre, quattro gruppi ribelli (tutti finanziati da Asmara e tutti con base in Eritrea) avevano deciso di fondersi in un solo fronte, il United Front for Salvation of Ethiopia: avevano aderito il Tigray People’s Democratic Movement (TPDM), l’Arbegnoch Ginbot 7 for Unity and Democratic Movement (AGUDM, o più semplicemente AG7), l’Afar People’s Liberation Movement (APLM), e l’Amhara Democratic Force Movement (ADFM). Berhanu Nega, leader del AG7, era stato scelto come leader e Mola Asgedom come suo vice. Berhanu Nega vive negli USA, dove insegna economia all’università di Bucknell a Lewisburg, Pennsylvania. Recentemente è stato condannato a morte con l’accusa di terrorismo dal governo di Addis Ababa.

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In un breve comunicato, la televisione di Stato etiopica ha annunciato come una grande vittoria il ritorno a casa dei ribelli, sottolineando che questa operazione era prevista: da un anno l’intelligence di Addis Ababa e Asgedom avevano avviato trattative segrete in merito. E’ stato anche molto apprezzato come il governo sudanese ha saputo proteggere i ribelli, una volta arrivati nel Paese.

In un rapporto dell’ONU si legge: “Il TPDM è considerato il più importante gruppo d’opposizione etiope in Eritrea, e opera nel Paese come gruppo armato d’opposizione e come protettore del regime di Afeworki. Questi militanti sono molto stimati e percepiscono ottimi stipendi, splendide automobili, che non sono nemmeno riservate ai più alti ufficiali eritrei”.

Cornelia I.Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi