Massacro dei Boko Haram che intima alla popolazione: ”Lasciate i cadaveri in strada”

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Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 4 settembre 2014

Sono oltre ventiseimila le persone, residenti a Boma, città nello Stato del Borno, in Nigeria, ad essere scappate a causa dei violentissimi attacchi del gruppo Boko Haram, eppure solo mercoledì scorso il governo centrale della Nigeria aveva smentito che la città fosse sotto il controllo dei terroristi. Boma è un centro strategico, la città chiave per il controllo dello Stato del Borno nel nord-est della Nigeria, è qui che si svolgono le battaglie più accese.

NI cadaveri delle persone uccise negli ultimi giorni dai terroristi, militanti del gruppo terrorista di estrazione jihadista, sono disseminati per le strade della città. Vietata la loro sepoltura. Ordini dei terroristi, che pattugliano le strade,come ha riferito ai reporter della BBC il parlamentare Ahmed Zanna. “La situazione umanitaria nella città è terribile e peggiora di giorno in giorno. Ora i familiari non possono nemmeno dare una degna sepoltura ai loro cari, uccisi durante le incursioni dei terroristi. Ultimamente membri di Boko Haram hanno conquistato diverse città dello Stato, il loro obbiettivo è Maiduguri, la capitale del Borno. Spero solamente che il governo centrale mandi rinforzi, altri soldati, anche se sarà difficile  lottare contro loro. Aumentano di numero di giorno in giorno a causa dei reclutamenti in massi nei villaggi”,  ha aggiunto Zanna.

Dopo bomba 2Chiede rinforzi Zanna, eppure solo una decina di giorni fa centinaia di soldati nigeriani sono fuggiti nel vicino Camerun, scappati, terrorizzati dai militanti islamici che con la violenza a loro consona, hanno conquistato la città di Ashigashyia, nello Stato del Borno. Naturalmente la versione ufficiale si discosta molto dalla verità. “Si sono trovati nel territorio del Paese amico per caso, mentre stavano svolgendo esercitazioni e manovre tattiche – c’è scritto in un documento -. A un certo punto si sono accorti di aver oltrepassato il confine e hanno seguito il protocollo. Hanno alzato le armi, per dimostrare al Paese amico di essere capitati per sbaglio sul loro territorio in una missione pacifica, non di guerra”. (dichiarazione ufficiale)

Un giovane ufficiale, invece, ha dichiarato alla France Presse da Maiduguri, la capitale del Borno, dove ha sede il quartier generale delle truppe inviate dal governo federale per difendere la popolazione, di aver parlato con i suoi colleghi: “Sono scappati, avevano paura dei militanti islamici, troppo ben armati”.

Miliziano con RPGAshigashya è una città di confine. Un piccolo fiume la divide in due: una parte è in Nigeria, l’altra in Camerun. Fonti ufficiali di polizia affermano che i Boko Haram non avrebbero cercato di conquistare anche la parte camerunense della città.

In tre Stati della Nigeria vige lo stato d’emergenza dal maggio 2013. Il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan ha dovuto ammettere che “si sono impossessati di una parte dello Stato del Borno, dove è nato il gruppo Boko Haram”. Il loro leader, Abubakar Shekau, in un video di pochi giorni fa, è ha ammonito: “Gwoza, nello Stato del Borno fa ora parte del califfato islamico”.  Gli hanno risposto con un twitt i capi dell’esercito: “Lo Stato nigeriano è intatto”. Peccato veramente che nessuna guerra si risolva con un tweet.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit.@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi