Africa ExPress
11 gennaio 2026
Una decina di ragazzi provenienti dal Corno d’Africa sono stati trovati affamati e seminudi mentre camminavano per strada a Mulberton, una periferia a sud di Johannesburg (Sudafrica).
Residenti dell’area hanno allertato la polizia. Gli agenti, accorsi immediatamente, hanno soccorso i giovanissimi, tutti stranieri, che non masticavano una parola di inglese.

I giovani vengono dall’Etiopia, alcuni tra loro minorenni. Diversi testimoni hanno riferito che altri due migranti sono stati portati via da una automobile, fuggita in tutta velocità. Il conducente è poi stato bloccato è arrestato. Si tratta di un 47enne etiope senza permesso di soggiorno, ora accusato di traffico di esseri umani.
Maggiorenni arrestati
Ieri, il viceministro della Giustizia e dello Sviluppo costituzionale di Pretoria, Andries Nel, ha elogiato il Comitato Nazionale Intersettoriale sulla Tratta di Esseri Umani (NICTIP) per il lavoro svolto nel caso di dodici cittadini etiopi di sesso maschile che inizialmente erano stati ritenuti vittime di tratta.
Il 7 gennaio i 12 giovani sono stati interrogati in presenza di un interprete. Infine è stato stabilito che solamente due di loro sono minorenni. Hanno poi dichiarato di non essere vittime di tratta, ma di essere venuti deliberatamente in Sudafrica in cerca di una occupazione.
I dieci adulti, di età compresa tra 19 e 35 anni, sono ora in stato di fermo, mentre i due giovanissimi sono stati trasferiti in una località protetta.
Gli adulti, invece, dovranno apparire in Tribunale il prossimo 15 gennaio per essere ascoltati dai giudici.
La fuga dall’Etiopia
Si continua a fuggire dall’Etiopia, il secondo Paese più popoloso dell’Africa, dove in molte zone regna insicurezza e manca il lavoro.
Tanti giovani lasciano la loro terra e i loro affetti in cerca di occupazione. Molti sperano di trovare lavoro in altri Paesi africani, come il Sudafrica, una delle economie trainanti del continente. Ma da diversi anni anche lì la disoccupazione è salita alle stelle: si aggira sul 32 per cento, ma sale al 58 per quanto riguarda quella giovanile.
Paesi del Golfo
Altri etiopi tentano la fuga verso i Paesi del Golfo, con la speranza di trovare un’occupazione come colf o manovali nell’edilizia o in altri settori. Il 40 per cento dei 130 milioni di abitanti dell’Etiopia vive al di sotto della soglia di povertà.
Ma i viaggi della speranza sono sempre un terno al lotto. Il tragitto per raggiungere Gibuti, per poi imbarcarsi alla volta dello Yemen, è pericolosissimo. Basti pensare che pochi giorni fa ben 22 persone sono morte e altre 72 sono state ferite in un incidente stradale nella regione dell’Afar (Etiopia). Il camion, strapieno di giovani, si è ribaltato a Semera, a poco più di cento chilometri dal confine.
I migranti, per potersi imbarcare devono raggiungere Obock, sulla costa settentrionale di Gibuti, da dove partono molte imbarcazioni alla volta dello Yemen. Ma prima i migranti devono attraversare lande deserte, impervie, e caldissime e non di rado vengono rinvenuti resti umani nella regione del lago Assal, nella regione abitata degli Afar, che si trova a 155 metri sotto il livello del mare e rappresenta la depressione più significativa di tutta l’Africa. Muoiono di stenti, fame e sete. Altri annegano durante la traversata verso lo Yemen, distrutto dalla guerra.

Secondo OIM (Organizzazione Internazionale per i Migranti) la cosiddetta rotta orientale utilizzata da chi fugge dal Corno d’Africa per raggiungere l’Arabia Saudita o altri Paesi del Golfo è “una delle vie migratorie più pericolose e complesse dell’Africa e del mondo”. I naufragi sono frequenti e molto spesso non vengono nemmeno riportati dalle grandi testate internazionali.
OIM ha fatto sapere che tra gennaio e settembre dello scorso in questo tratto di mare sono anno morte o sparite 890 persone.
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