Congo-K, un film eccezionale “La guerra contro le donne”, quando gli stupri sono usati come un’arma

Africa ExPress
22 marzo 2014
IRIN, l’agenzia di stampa di OCHA, l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento dell’azione umanitaria, ha messo a disposizione della stampa due eccezionali e strazianti filmati. Il primo, dal titolo “La guerra sulle donne”, dura una quindicina di minuti ed è stato girato dal pluripremiato regista Dearbhla Glynn.
IRIN, humanitarian news and analysis service of the UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, produced two films on the violence against women. The first, “War on Women”, a heart-rending, 15-minute film by award-winning filmmaker Dearbhla Glynn. 

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Il film esplora la violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo (Congo-K, dal nome della capitale Kinshasa), con testimonianze delle donne sopravvissute e dei carnefici con analisi e commenti della società civile congolese.
The film explores sexual violence in the Democratic Republic of Congo (Congo-K, from the nome of the capital Kinshasa), with gripping testimonies from both survivors and perpetrators and insight from analysts and civil society activists.

Le orribili violenze contro le donne non accennano a diminuire anche perché gli stupratori godono della quasi totale impunità.  In Congo-K gli stupri vengono utilizzati come arma di guerra, una guerra che quindi non si limita al campo di battaglia.
Impunity helps drive the horrific levels of sexual violence in DRC: it is more than a “weapon of war”, and is not confined to the battlefield.

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Il secondo filmato è l’agghiacciante testimonianza di una donna che ha subito violenza in Kenya. Nell’ex colonia britannica gli stupri sono una pratica comune e continua e si fa poco per combatterla.
The second is an horrific testimony of an woman that was raped in Kenya. In the former British colony rapes are common and nobody acts to stop them.

afex

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi