Prostituzione, contrabbando, e truffa “four one nine”: banda di nigeriani sgominata in Spagna

Massimo A. Alberizzi
11 novembre 2013
Adescate con l’illusione di un buon lavoro in Spagna e invece destinate al giro delle prostitute. Un gruppo di donne nigeriane sono state liberate dalla polizia. Venticinque persone (di cui otto illegalmente in Europa) sono state arrestate con l’accusa di avere ridotto le poverette in schiavitù. Le giovani donne, cinque, dall’Africa erano state imbarcate su un cargo con destinazione l’America Latina.Dal Brasile o dal Messico (non è stato ancora bel chiarito) con falsi documenti di identità erano state trasferite a Parigi e quindi portate in Spagna dove avrebbero dovuto alimentare il giro della prostituzione.

La polizia ha fatto irruzione in un appartamento dove uno degli organizzatori del traffico è stato arrestato mentre stava provocando un aborto su una delle schiave del sesso. Gli agenti sono intervenuti  a Madrid, Toledo, in Cantabria e a Palma de Mallorca.

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La banda di nigeriani non si occupava solo di prostituzione. Operava anche nel contrabbando e nelle truffe via email. La polizia ha trovato e bloccato più di cento camionette stipate di beni di lusso che stavano per essere inviate a Lagos, la capitale economica della Nigeria. Alcune erano già pronte nel porto di Valencia. Era un modo per riciclare il denaro del giro della prostituzione.

I veicoli, monovolume di lusso con i vetri oscurati, erano carichi di merce per un vaIore di 5 milioni di euro. La polizia ha sequestrate 94 van a Madrid e 26 pronti per l’imbarco a Valencia.Scritta su Tshirt

Secondo la polizia spagnola la banda operava da una ventina d’anni. I suoi membri l’avevano costituita nelle università nigeriane e avevano cominciato ad operare inviando lettere, allettando i destinatari con proposte di affari inesistenti.

Messaggi di questo genere sono arrivati (e arrivano ancora) un po’ a tutti. Una volta si spedivano via posta, ora con le più semplici e meno costose e-mail. Una truffa inventata in Nigeria, appunto, che va sotto il nome di “Four One Nine”, cioè 419, dal numero della legge che la punisce. Nella trappola sono cadute persone ingenue e di tutto rispetto: un banchiere svizzero (che alla fine si è suicidato) e anche degli italiani, compresa la proprietaria di un’agenzia di viaggi di Savona.

Massimo A. Alberizzi
Massimo.alberizzi@gmail.com
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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi