Maratona di Tokyo: ottimo inizio stagione per i runner africani

Ottimo sesto posto per il nostro Iliass Aouani, che ha stabilito il record italiano di valore mondiale

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Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
Marzo 2026

In anticipo sulla primavera è sbocciata la stagione delle grandi maratone. La prima ad aprire il circuito delle cosiddette Abbot World Marathon Majors è stata quella di Tokyo, 19a edizione. Il circuito prende il nome dall’azienda multinazionale, leader nel settore della salute, che lo ha ideato nel 2012 e lanciato nel 2013.

Nel Paese del Sol Levante si è ripetuto il dominio africano: al traguardo di Gyoko-dori Avenue, al termine dei 41,195 km snodatisi nei quartieri più significativi della metropoli nipponica (Tokyo Metropolitan Government Building, Nihombashi, Asakusa, Ginza, Hibyia Park, il Palazzo Imperiale..) l’ha spuntata Tadese Takele (80 mila dollari il premio intascato). E’ un giovanissimo etiope, ha solo 23 anni, e per lui è stato il bis dell’anno scorso.

Nuovo trionfo per il giovane etiope

E’ un corridore prodigio. Specialista inizialmente della corsa a ostacoli, è passato alla maratona senza difficoltà. Ha fatto segnare 2:03:24 al suo esordio nel terzo posto a Berlino (2023), è migliorato (2:03:23) nella sua vittoria a Tokyo lo scorso anno e ora, il primo marzo scorso, alla sua quarta maratona, ha battuto per un soffio, allo sprint, col tempo di 2h03’37”, i keniani Geofrey Toroitich Kiptchumba , 26 anni, (50 mila dollari) e Alexander Mutiso, 30 anni, (15 mila dollari). Indicativo del livello tecnico altissimo della gara è il tempo dei due sconfitti: appena 1-2 secondi di distacco dal vincitore!

Oro per l’etiope Tadese Takele

Impossibile  non segnalare anche la strepitosa prestazione del nostro connazionale Iliass Aouani, 30 anni: si è classificato sesto in 2h04’26”.Record italiano di valore mondiale: è il settimo crono più veloce della storia.

E’ la conferma che anche nel 2026 sulle strade di Boston, Berlino, Londra, Chicago, New York e Sydney (le altre sedi delle grandi maratone), assisteremo a sfide oltre i limiti. Sia tra gli uomini sia tra le donne.

Oro per l’intramontabile Brigid

Nella maratona femminile, infatti, l’inossidabile, intramontabile leggenda keniana Brigid Kosgei, 32 anni, si è presa la rivincita sull’Etiopia mettendo in fila ben sei etiopi.

La seconda è stata la molto più giovane Bertukan Welde Sura, 21 anni, (giunta a 2 minuti di distanza), della scuderia dell’italiano Federico Rosa; terza Hawi Feysa, 27 anni, (a 3 minuti). Brigid ha anche stabilito la migliore prestazione femminile su suolo asiatico con 2h14’29. Nel 2014 smise di gareggiare per mettere al mondo i due gemelli Faith e Brian, (presi in cura dal marito Mathew Mitei) e domenica primo marzo a Tokio ha corso il settimo tempo più veloce della storia a livello mondiale femminile e la seconda prestazione della sua carriera.

Per lei è il secondo successo alla maratona nipponica dopo quello nell’edizione del 2021, anno in cui conquistò la medaglia d’argento alle Olimpiadi sempre in terra giapponese.

Sembra che il Sol Levante sia una terra di elezione per i runner di Nairobi. Anche Alexander Mutiso, dopo una medaglia di bronzo nei 3 mila metri ai Mondiali Under 18, ha gareggiato per molti anni nel Paese asiatico sui 5mila metri e sulla mezza maratona.

La runner keniana cambia bandiera

Brigid, però, dopo aver dato tanto lustro al suo Paese, sembra intenzionata a lasciarlo. Ha dichiarato dopo l’oro di Tokio: “Alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 cambierò nazionalità e gareggerò per la Turchia. In Kenya c’è troppa concorrenza…Comunque devo ancora decidere”.

Brigid Kosgei, Kenya, vincitrice della gara femminile

E pensare che è una delle stelle di Nairobi: cresciuta con sei fratelli da una madre single nella contea di Elgeyo-Marakwet, (regione della Rift Valley patria di campioni), aveva abbandonato la scuola per mancanza di denaro. “Quando ero in terza elementare, gli arretrati superavano i 1.500 dollari – ha raccontato -. Mia madre ha cercato di convincermi a non farlo dicendo che mi avrebbe prestato i soldi, ma io le ho risposto: Per quanto tempo continueremo a chiedere prestiti?”>.

Oltretutto, Brigid aveva scoperto di amare la corsa già alle elementari, distanti da casa sua 10 km .”A volte correvo per evitare di arrivare in ritardo. Lungo il cammino incontravo atleti che si allenavano e mi dicevo: ‘Posso essere come loro’”

E lo è diventata… Ha imboccato la strada dello sport che ha dato a lei “la possibilità di far studiare i miei figli” e a sua madre tranquillità e sicurezza finanziaria (80 mila dollari anche per lei in Giappone).

La keniana ha alle spalle ben 11 vittorie

Ha collezionato undici vittorie sulla maratona: due a Londra nel 2019 e nel 2020, due a Chicago nel 2018 e nel 2019 e due a Tokyo nel 2021 e nel 2026, una a Milano 10 anni fa. Ha detenuto fino al 2023 il record del mondo con il tempo di 2h14’04” realizzato a Chicago nel 2019. Un primato che – ha assicurato dopo l’ultimo trionfo – è intenzionata a riprendersi. Non solo.

Brigid ama sognare in grande: il primo obiettivo è battere se stessa. Vuole arrivare a correre la Maratona in 2 ore e 10 minuti.

Dal Kenya intanto giunge una notizia positiva riguardo al doping: il Paese ha compiuto un passo significativo verso la credibilità nel campo dell’Atletica mondiale. Pochi giorni fa, l’Agenzia antidoping del Kenya (Adak) – l’organismo che protegge gli atleti puliti – ha rimosso il Paese dalla lista di controllo dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada). Insomma non è più un sorvegliato speciale. Viene riconosciuto, dopo anni di scandali a ripetizione, il suo impegno a “tenere pulito lo sport e a proteggere l’integrità dell’atletica leggera”.

Costantino Muscau
muskost@gmail.com
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