Draghi ha ragione, Erdogan è un dittatore, ce lo ricorda la morte di Ebru Timtik


Africa ExPress

18 aprile 2021

Tutti ricordiamo ancora lo “sgarbo” del 7 aprile scorso. Quello del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ad Ankara, verso la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, lasciandola in piedi, senza sedia. E  ricordiamo anche la pessima figura del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che colto di sorpresa non è nemmeno riuscito a cedere il posto a sedere alla collega von der Leyen.

Ebru Timtik
Ursula von der Leyen, in piedi senza poltrona mentre Charles Michel e Recep Erdogan si siedono

Il brutto episodio è stato chiamato “sofa-gate” e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo l’incidente diplomatico, ha definito Erdogan “un dittatore con cui è necessario dialogare”. Un sostantivo che il presidente turco non ha gradito.

Sui social sta circolando un messaggio che ricorda la morte di Ebru Timtik, avvocata imprigionata, morta l’anno scorso dopo uno sciopero della fame. Che pubblichiamo:

Draghi ha ragione! Erdogan è un dittatore che non rispetta i diritti umani e mette in galera, fino a farli morire, coloro che difendono gli attivisti. Come è accaduto il 27 agosto 2020 a Ebru Timtik, che qui vogliamo ricordare.

Se n’è andata in silenzio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.

Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca.

Ebru Timtik
Ebru Timtik, avvocatessa turca morta dopo uno sciopero della fame

È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.

È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine.

È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa.

È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza.

È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti.

C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare.

Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte.

Ebru, Riposa In Pace🌹
Facciamo circolare