Kenya: la Corte ordina: “Riaccendete le TV”. Ma gli schermi restano ancora spenti

franco nofori francobolloDal Nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 2 febbraio 2018

Sulla petizione urgente presentata ieri dai gestori delle reti televisive e dall’associazione dei diritti umani, la Corte di giustizia del Kenya ha agito tempestivamente emettendo una sentenza che annulla il provvedimento dichiarandolo anticostituzionale e ordina al governo l’immediato ripristino del servizio.

Tuttavia, malgrado la pronuncia giudiziaria, sia stata raggiunta nella tarda mattinata di ieri, alle undici di questa mattina le reti televisive della NTV, KTN, Citizen e Inoro; restano ancora oscurate e non vi sono state dichiarazioni che spieghino il perché di questo ritardo nell’adempiere all’ordine della corte.

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Intanto, alle varie riprovazioni internazionali che hanno risposto all’oscuramento, si è aggiunta ieri anche quella del presidente americano Donald Trump che, per bocca della sua portavoce, Heather Nauter, ha dichiarato che “La libertà di espressione, inclusa quella spettante ai media, è essenziale alla democrazia ed è espressamente garantita dalla costituzione del Kenya”.

Nel suo comunicato, la Casa Bianca, ha anche usato dure espressioni nei confronti di Raila Odinga per il suo gesto, definito “scriteriato”, di prestare un giuramento volto al tentativo di usurpare una carica che non gli spetta.  “Gli Stati Uniti d’America – si legge nella nota – riconoscono nel presidente Uhuru Kenyatta, l’unico e legittimo capo di stato del Kenya”. Trump si è anche complimentato con le autorità di polizia che “si sono astenute dall’usare la forza per impedire l’evento – aggiungendo che – ogni arresto o prosecuzione devono essere attuati nel pieno rispetto delle norme di legge.”

 Questo intervento americano sembra voler anche essere la risposta a Raila Odinga che aveva ammonito gli USA a non interferire con il suo progetto di prestare giuramento come leader del movimento di resistenza.

 

Donald Trump e Uhuru Kenyatta nell’incontro al G7 di Taormina
Donald Trump e Uhuru Kenyatta nell’incontro al G7 di Taormina

La portavoce, Heather Nauter, ha tuttavia reiterato la necessità che i due opponenti, rinuncino all’atteggiamento conflittuale ed optino per dei seri negoziati che portino alla coesione nazionale per il superiore bene del paese.

Esortazione, questa, che rischia di cadere nel vuoto poiché alle due di questa mattina, una squadra di poliziotti ha fatto irruzione nella casa di Miguna Miguna, nel quartiere di Runda a Nairobi e lo ha tratto in arresto senza – a detta dello stesso Miguna – riferire i capi d’imputazione. La notizia è stata fornita dall’interessato con una drammatica serie di messaggi via twitter al momento dell’irruzione. Miguna, un avvocato, attivo sostenitore di Raila Odinga, è stato uno degli organizzatori del giuramento prestato martedì scorso all’Uhuru park di Naiorbi. 

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1 

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi