Nigeria: continuano i massacri di Boko Haram, il leader Shekau lascia il comando

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 25 marzo 2016

Abubakar Shekau, il leader dei Boko Haram, è apparso il 24 marzo in un video, la cui autenticità è ancora da verificare. L’ultimo videomessaggio risaliva a un anno fa, quando aveva comunicato l’alleanza e la fedeltà dei Boko Haram con l’ISIS. Poco dopo ha modificato il nome del suo gruppo in “Islamic State West Africa Province” (ISWAP).

Il video di questi giorni, che è stato postato sui social network e su youtube, è di pessima qualità. Si vede Shekau con un fucile in una mano e accanto la bandiera associata all’ISIS. Parla lentamente e si esprime in arabo e housa; sembra indebolito rispetto ai video precedenti.

Un manifesto con la taglia offerta per la cattura di Shekau
Un manifesto con la taglia offerta per la cattura di Shekau

Secondo l’agenzia AFP il leader dei Boko Haram si è espresso così: “Questo è un saluto per voi che gioite nel vedere la mia faccia. Questo è il mio desiderio: chiunque vede questo, non sente nulla, tranne i saluti tra voi e me. Solo Allah sa il resto, come avete creduto e obbedito. Per me è arrivata la fine”. Sembrerebbe dunque che la sua leadership nel gruppo stia per concludersi.

Shekau è a capo dei Boko Haram dal 2009. Ha preso il commando del gruppo terroristico dopo la morte del suo fondatore, Mohammed Yusuf. Durante la sua leadership sono state uccise decine di migliaia di persone e oltre due milioni sono fuggite dalle loro case. In questi sei anni non solo i sanguinari combattenti di Allah hanno seminato terrore nel nord-est della Nigeria, ma anche nel Camerun, Ciad e Niger, Paesi confinanti con il colosso dell’Africa.

Secondo Yan St-Pierre, capo esecutivo della Modern Security Consulting Group (MOSECON) con base a Berlino, il video sembrerebbe autentico. “Vuole far sapere ai suoi seguaci di essere ancora vivo e li prepara all’era post-Shekau”, ha precisato St-Pierre. Nei giorni scorsi, appena il filmato è apparso su youtube, si era diffusa la voce che il brutale leader islamico esortasse i militanti di Boko Haram a arrendersi. Secondo St-Pierre non è vero: “Anzi – sottolinea il ricercatore – è un incitamento, dopo le perdite subite negli ultimi mesi”.

Le forze nigeriane esamineranno attentamente l’autenticità del video e in un comunicato hanno fatto sapere che continueranno la loro campagna contro i Boko Haram e che ogni terrorista se vuole può arrendersi.

Nel dicembre dello scorso anno Muhammadu Buhari, il presidente dell’ex-colonia britannica aveva annunciato che i feroci e spietati terroristi erano stati tecnicamente sconfitti dopo la riconquista dei territori da loro controllati, da parte delle forze armate nigeriane. Malgrado ciò nel 2016 il gruppo ha ucciso oltre duecento persone in diversi attacchi. L’ultimo risale a una settimana fa; due ragazze kamikaze hanno fatto almeno ventidue vittime in una moschea a Maiduguri, capitale del Borno State, dove è stato fondato il movimento ribelle.

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Solo mercoledì le forze nigeriane hanno liberato centottanta ostaggi e ucciso cinque terroristi a Giltimari e Baale nel Borno State, nel nord-est del Paese. Inoltre sono stati sequestrati armi ed esplosivi.

Durante un’altra operazione, martedì, sono stati liberati altri sessantasette ostaggi ed è stato ammazzato un pericoloso terrorista.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo i militari nigeriani hanno arrestato due comandanti del gruppo, Ali Audu, alias Dungu, e Abdulmumini Abdullahi, mentre martedì sono stati uccisi cinquantotto miliziani. Ma Buhari ha esortato i suoi soldati di non cantare vittoria troppo presto, anche se i jihadisti nigeriani non hanno più il controllo di alcun territorio nel Paese.

Il Camerun, invece, ha annunciato in questi giorni l’uso di droni per il controllo del confine con la Nigeria e per scovare nascondigli e basi dei Boko Haram.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi