Attacco a due motovedette della polizia: ricominciano in Nigeria gli attacchi del MEND contro installazioni petrolifere

Dal Nostro Inviato
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 9 febbraio 2014
Mentre il nord della Nigeria è sconvolto da una guerra di religione tra musulmani e cristiani, il parlamento di Abuja, con l’approvazione del presidente Goodluck Jonathan, vara leggi contro i gay e le faide politiche (che nascondono sempre interessi personali o di clan) stanno corrodendo i partiti (specie quello al potere, il People’s Democratic Party), nel ricco delta del Niger si rifanno vivi i ribelli del MEND, il gruppo politico che lotta per una ridistribuzione delle ricchezze, contro la corruzione sfrenata dei dirigenti e una maggiore giustizia sociale. 

su motoscafoCon un comunicato inviato tra gli altri ad Africa ExPress il portavoce, che utilizza lo pseudonimo di Jomo Gbomo ha rivendicato un attacco condotto sabato scorso contro due cannoniere della polizia che hanno provocato la morte di 15 agenti. “I due battelli – scrivono in un comunicato i dirigenti del MEND – scortavano un traditore, Eris Paul aka Ogunboss, a Peremabiri”.

 “Ogunboss e molti altri come lui – sostengono gli uomini del MEND – ora si nascondono nelle città, hanno rinnegato i loro diritti di nascita per ottenere lucrosi contratti e le prebende politiche a scapito di una giusta causa. Ora queste sono considerate persone non grate nelle insenature [del delta del Niger, ndr]. Le loro vite e le loro proprietà, ottenute illecitamente, sono per noi bersagli legittimi, che possono essere attaccati e distrutti”.

Nel documento il MEND sostiene di aver lanciato una nuova offensiva, Hurricane Exodus, e fa proprio – e ripete orgogliosamente – uno dei motti di Nelson Mandela:”Un combattente per la libertà che si rispetti non prende ordini dal governo che sta aggredendo e non getta a mare un alleato per compiacere un antagonista “.Mitra in pugno

Il delta del Niger è ricchissimo di petrolio ma le royalties vanno a ingrassare i portafogli e i conti in banca all’estero di poche famiglie che campano da nababbi mentre il resto della popolazione vive in povertà assoluta.

L’organizzazione riprende argomenti politici e sociali che le sono cari, e attacca la Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC, compagnia petrolifera nazionale) che ha annunciato il completamento delle riparazioni sul gasdotto Escravos – Lagos, danneggiato dai ribelli all’inizio dell’operazione Hurricane Exodus: “Non crediate che il miglioramento delle condizioni dei gasdotti significhi automaticamente un miglioramento delle condizioni di vita della gente. I problemi da risolvere sono ben diversi, quelli che ci hanno portato ad aprire le ostilità”. In altre parole povertà, corruzione, tradimento della democrazia.

Il MEND attacca poi il governo per il trattamento in carcere che sta subendo Charles Okah. Okah non è un dirigente e neppure militante dei ribelli, sebbene abbia più volte simpatizzato per loro. E’ il fratello di Henry Okah, arrestato in Sudafrica, e accusato di terrorismo per aver partecipato all’attentato che ad Abuja il 1° ottobre 2010 provocò la morte di 12 persone. I due fratelli Okah hanno sempre negato la partecipazione all’attentato, ma sono enrambi in carcerre.

Massimo A. Alberizzi
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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi