ERITREA – L’Unione Africana affronterà il caso del giornalista in galera dal 2001

NAIROBI – La commissione dell’Unione Africana per i diritti dell’uomo e quelli dei popoli ha deciso di esaminare il caso del giornalista dalla doppia nazionalità, svedese ed Eritrea, Dawit Isaac, scomparso nelle galere dell’Eritrea dal 2001. Il caso di Dawit, incarcerato senza accuse, è stato sollevato in più occasioni da Reporters senza Frontiere.


Il caso del giornalista è stato sottoposto alla commissione dell’Unione Africana dal suo avvocato, Jesús Alcalá, e si basa su principio dell’ Habeas Corpus, secondo cui ogni accusato ha diritto ad avere un avvocato e ad essere difeso.

Sebbene le autorità eritree abbiano accettato questo principio, universalmente riconosciuto, si rifiutano di riconoscere l’elementare diritto alla difesa del giornalista. Con Dawitt nel settembre 2001 furono arrestati senza alcun motivo apparente decine di persone che chiedevano democrazia e libertà. Tra gli altri alcuni ministri ed eroi della guerra di liberazione, uno per tutti Petros Solomon.

I dirigenti dell’Unione Africana hanno assicurato che chiederanno al più presto alle autorità eritree spiegazioni sulla mancata applicazione dell’elementare diritto alla difesa e a un processo giusto.

Reporter senza frontiere fa notare e si compiace della nomina di Sheila B. Keetharuth, a inviato speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Eritrea. Sheila B. Keetharuth, ha già incontrati l’avvocato di Isaac, Jesús Alcalá, per discutere la situazione.

Sheila B. Keetharuth, che è originaria della Mauritius, ha viaggiato e lavorato in Africa negli ultimi 25 anni. Conosce bene a fondo le problematiche connesse ai diritti umani e alle loro continue violazioni in Paesi retti da brutali dittature, come l’Eritrea.

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Nella foto il dittatore eritreo Isayas Afeworki

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi