Julius Malema Guilty (Courtesy AfriForum)
Sandro Pintus
23 aprile 2026
Guilty! (Colpevole!) Si legge trionfalmente nelle pagine di AfriForum, l’associazione per i diritti civili che tutela gli afrikaaner, minoranza bianca sudafricana di origine olandese. È stato AfriForum a denunciare la spacconata di Julius Malema, deputato del Parlamento sudafricano e leader dell’Economic Freedom Fighters (EFF).
Durante i festeggiamenti per il quinto anniversario del suo partito nel 2018, Malema aveva sparato in aria colpi con un fucile l’assalto. L’euforico deputato aveva commesso il fatto nello stadio Sisa Dukashe di Mdantsane, KuGompo (ex East London).
La vicenda aveva scosso pesantemente il panorama politico sudafricano come altri episodi espressi platealmente da Malema. Quel gesto per il suo popolo in festa, spettacolare ma pericoloso, gli è costato caro.
Erano cinque i capi di imputazione: possesso illegale di arma da fuoco; detenzione proibita di munizioni; sparo in un luogo pubblico. Si aggiungevano poi: mancata adozione delle ragionevoli precauzioni per evitare danni a persone o proprietà e pericolo imprudente per l’incolumità di persone o proprietà.
Dopo otto anni, Twanet Olivier, giudice del tribunale di KuGompo, ha stabilito che il fucile d’assalto era un’arma vera e carica. Il 14 aprile scorso, la magistrata ha così respinto la tesi della difesa che affermava fosse un’arma giocattolo. Ha quindi condannato il deputato Julius Malema a cinque anni di prigione. Secondo la legge sudafricana i cinque capi d’accusa prevedevano otto anni e sei mesi di reclusione.
Ma per il momento il leader EEF è libero, ai domiciliari, “rilasciato con ammonimento“, senza cauzione. Se l’appello dovesse confermare la sentenza di cinque anni, Malema potrebbe perdere il seggio nel Parlamento sudafricano.
Jacques Broodryk, portavoce di AfriForum: “Le prove hanno dimostrato in modo schiacciante che Malema ha commesso diversi reati gravi ai sensi del Firearms Control Act. Il verdetto conferma che coloro che pensano di essere intoccabili alla fine saranno ritenuti responsabili, non importa quanto tempo ci vorrà”.
La sentenza è stata seguita dai media e la SABC, la TV di Stato, ha mandato in onda la diretta le fasi del processo per oltre cinque ore. Dopo il verdetto il leader EFF ha fatto un duro commento: “Posso dirvi fin da ora che nessun giudice lucido accetterà mai che una persona che spara un solo colpo venga condannata a 5 anni”.
Nato nel 1981 a Seshego, township a 200 km dal confine con lo Zimbabwe, è stato leader della Lega Giovanile dell’ANC (African National Congress, al potere dal 1994). Nel 2012 stato espulso dal partito per “atteggiamenti divisivi” e nel 2013 fonda l’Economic Freedom Fighters (Combattenti per la libertà economica).
È noto per i suoi attacchi alla minoranza bianca e per le sue provocazioni. È stato accusato di incitamento all’odio per aver cantato insieme ai suoi “Kill the Boer” (Uccidi il boero/afrikaaner). Al suo popolo” continua a dire: “Ricordiamoci che la nostra guerra è contro la supremazia dei bianchi”. La sua ideologia va dal marxismo-leninismo al panafricanismo, dal nazionalismo nero all’anticapitalismo ma è soprattutto populista e xenofobo.
Nel 2014 l’EEF partecipa alle elezioni ed entra in Parlamento con il 6,35 per cento, guadagnando 25 seggi dei 440. Nel 2019 aumenta ancora e sale al 10,79 e 44 poltrone nell’Assemblea mentre nel 2024 ottiene il 9,52 e 39 seggi. È seguito da molti giovani delusi dalle politiche dell’ANC e dalla corruzione dilagante a livello politico soprattutto dagli ultimi due presidenti Jacob Zuma e Ciryl Ramaphosa. Ma i pubblici ministeri hanno accusato anche Malema di riciclaggio, corruzione, frode e racket.
Sandro Pintus
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