Proteste a Nanyuki contro centro quarantena ebola per americani
Nanyuki, 2 giugno 2026
I giovani kenyani non ci stanno. Non si piegano alle richieste degli Stati Uniti, che vogliono aprire a tutti costi un centro di quarantena in Kenya per cittadini americani venuti in contatto con il micidiale virus nelle Repubblica Democratica del Congo. La 17esima epidemia di ebola è stata dichiarata lo scorso 15 maggio.
In centinaia sono scesi nelle strade e nelle piazze di Nanyuki, città nel centro del Paese, che dista poco meno di 200 chilometri dalla capitale Nairobi. Due persone sono morte. Secondo quanto riferito dai parenti di una delle vittime alla BBC, il loro congiunto stava passando casualmente nell’area quando è stato colpito da una pallottola.
Le circostanze della morte dei due giovani sono ancora tutte da chiarire. Un portavoce della polizia ha riferito a Reuters di non essere al corrente di eventuali decessi.
William Ruto, presidente del Kenya, difende il piano di Washington e lunedì ha spiegato: “Quando Donald Trump ha chiesto al nostro Paese di fornire il proprio sostegno ospitando un centro presso la base aerea di Laikipia, ho dato il mio consenso”.
Gli statunitensi ammalati di ebola, non saranno curati nella base militare vicino a Nanyuki, ma, come è già successo recentemente, vengono spediti in Germania (finora sarebbero ben sei), mentre una settima persona è stata portata nelle Repubblica Ceca.
L’amministrazione Trump non vuole in alcun caso che il virus entri negli Stati Uniti come è successo durante l’epidemia di ebola del 2014-2016. E ha fatto sapere la settimana scorsa che il governo americano avrebbero stanziato 13,5 milioni di dollari a sostegno di provvedimenti per prevenire la diffusione di ebola in Kenya.
Per ora nella ex colonia britannica non è stato segnalato ancora nessun contagio per il ceppo di ebola cosiddetto Bundibugyo, manifestatosi in Congo-K, per il quale non esiste vaccino e cura.
Ruto ha dichiarato che il centro sarà a disposizione sia per stranieri, sia per kenyani. Ma un funzionario di Washington, che ha parlato con i reporter di Reuters in forma di anonimato, ha specificato che la struttura dovrebbe accogliere solamente americani.
Il centro di isolamento da 50 posti letto, fortemente voluto dall’amministrazione Trump, dovrebbe fornire accesso a cure di alta qualità agli americani che avrebbero necessità di lasciare rapidamente la RDC e di essere messi in quarantena. Se ne andranno sì, ma non torneranno subito a casa. Secondo le intenzioni di Washington si dovranno fermare in Kenya in isolamento nella speciale struttura per essere certi che non siano stati contagiati da ebola.
La struttura, gestita da personale medico statunitense, avrebbe dovuto entrare in funzione venerdì, secondo quanto riferito da fonti americane. Ma un Tribunale del Kenya ha bloccato tutto.
E martedì, la giudice della Corte Suprema del Kenya, Patricia Nyaundi, ha emesso un’ordinanza che vieta al governo di intraprendere qualsiasi azione volta alla costruzione o all’avvio delle attività presso l’impianto situato nella città di Nanyuki prima della risoluzione della causa.
La giudice ha inoltre ordinato al governo di rendere pubblici, entro sette giorni, tutti gli accordi e i protocolli operativi relativi all’impianto e ha fissato la prossima udienza per il 23 giugno.
Nonostante l’ordinanza della Corte Suprema, sono stati avvistati aerei militari in arrivo e in partenza dalla pista di Nanyuki. La cittadina ospita il più grande quartier militare del Kenya e una base dell’esercito britannico.
Africa ExPress
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