KENYA

Maratona di Boston: miniera di dollari per gli atleti kenyani

Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
22 aprile 2026

C’è qualcosa di nuovo sotto il sole freddo e il cielo azzurro di Boston, nella maratona più vecchia del mondo?

Proprio per niente. Solo qualcosa di…antico. Solo esageratamente Kenya.

Seconda vittoria consecutiva, con record, per il primo uomo, John Korir, 28 anni. Seguito al terzo posto dal connazionale, Benson Kipruto. 35 anni.

John Korir e Sharon Lokedi conquistano il podio più alto alla maratona di Boston

Seconda vittoria consecutiva (senza record) anche per la prima donna, Sharon Lokedi, 32 anni, ma davanti a tre compatriote: Loice Chemnung, 29 anni, esordiente nel New England, al secondo posto; Mary Wacera Ngugi-Cooper, 37 anni, al terzo e Irene Chepet Cheptai, 34 anni, al sesto.

Monte premio oltre mezzo milione

I premi complessivi ammontano a 525 mila dollari. I conti sono presto fatti: John Korir ha messo sul suo conto 150 mila per il podio più alto, più 50 mila come bonus per aver segnato il record della gara 2:01:29 nei 42,195 km. (Ha migliorato di ben 93 secondi, dopo 21 anni, il tempo che apparteneva al connazionale Geoffrey Mutai in 2:03:02).

Benson Kipruto ha incassato 40 mila dollari per il gradino più basso del podio, e Alex Cesiro Masai, 29 anni, 7000 dollari per la nona posizione.

Fra le donne la campionessa Lokedi ha incamerato 150 mila dollari, con premi a scalare per le inseguitrici (75 mila alla seconda, 40 mila alla terza e 13.500 alla sesta).

La pietra miliare delle gare podistiche, come la definisce Olympics.com, è diventata un caposaldo e un feudo, oltre che una miniera di …dollari per i runners di Nairobi. Negli ultimi 18 anni è stato un loro dominio quasi incontrastato. Uomini e donne continuano a vincere, anzi a stravincere.

Saliscendi impegnativo

Lunedì 20 aprile (è l’unica maratona che si disputa in questo giorno non festivo perchè coincide con Patriot’s Day nel Massachusets) il successo e il primato di John Korir è stato favorito dal clima fresco (6 gradi alla partenza e da un leggero vento a favore), ma la sua prova è stata comunque stratosferica perché il percorso non è piatto, ma anzi, fatto di saliscendi e non è stato supportato da “lepri”. Sicuramente però è stato aiutato da un paio di super scarpe, autorizzate dallo scorso anno (ora in vendita pare a quasi 250 euro!).

Il punto cruciale del percorso è la celebre collina detta Heartbreak Hill. Si tratta di una salita di circa 800 metri che costeggia il campus del Boston College, a una decina di km dal traguardo. Qui nel 1936, il campione in carica Johnny Kelley raggiunse il leader della gara, Tarzan Brown. e gli diede una pacca sulla spalla mentre lo superava. Brown però non si demoralizzò, rimontò, vinse e secondo il resoconto della gara del “Boston Globe” , spezzò il cuore di Kelley.

Da qui il nome Heartbreak Hill (Collina del Cuore Spezzato). E proprio qui, lunedì, Korir ha preso il comando della corsa, ha salutato i due compagni di fuga, ha percorso in solitudine gli ultimi 10 chilometri ed è giunto al traguardo a braccia aperte mostrando spiritosamente la lingua e facendosi il segno di croce per la felicità.

Correre veloce

“Sapevo che avrei difeso il mio titolo, ma non immaginavo di correre così veloce. Per molti anni il mio obiettivo era battere il record e ringrazio Dio di esserci finalmente riuscito”, ha dichiarato il trionfatore. Che era alla sua quarta partecipazione. Nel 2012 suo fratello maggiore, Wesley, lo anticipò sul… traguardo di Boston!

Anche la Lokedi, a un certo punto, ha deciso di lasciare la compagnia e arrivare a tagliare le fettuccia del traguardo senza problemi, mettendo il terzo sigillo della carriera in una Major (come vengono chiamate le più importanti competizioni sui 42 km a livello mondiale). “A un certo punto ho pensato: devo solo essere paziente nei primi chilometri, non so che cosa farò. Poi proviamo e vediamo come va. E ho dato il massimo. Questo è tutto quello che posso dire”, ha commentato Sharon con semplicità in conferenza stampa.

E ha rivelato un curioso aneddoto: ha gareggiato con un orologio preso in prestito. Sull’autobus che la portava alla linea di partenza si era accorta di averlo dimenticato in albergo. Boston è stata la sua ottava maratona: dal suo palmares risulta che è salita sul podio ben sei volte e tre volte sul gradino più alto (due a Boston e una, nel 2022, a New York).

Livello stellare

La gara, comunque, è stata di livello stellare, come ha scritto qualcuno, in cui tutti i primi tre classificati hanno battuto il primato di questa maratona, scendendo sotto le 2 ore e 3 minuti. Il livello era effettivamente altissimo: il secondo classificato è nientemeno che il tanzaniano campione iridato in carica, Alphonce Felix Simbu, 34 anni, con 2h02:47, che, pur sconfitto, ha sfiorato il cielo, ma non…il Kilimangiaro (non ancora trumpiano!).

Terzo è stato l’altro keniano Benson Kipruto con 2h02:50, già conquistatore a Boston, nel 2021, poi a Chicago e Tokyo, oltre che bronzo alle Olimpiadi di Parigi).

Quella del 2026 viene dunque archiviata come storica. Sia per i risultati sia per gli anniversari: si tratta della 130ª edizione – è stata organizzata per la prima volta nel lontano 1897, un anno dopo l’inizio dell’era delle Olimpiadi dell’era moderna -.

Maratona storica

Inoltre, cadono i 60 anni da quando, nel 1966, Roberta Louise “Bobbi” Gibb, travestita. si unì alla gara maschile diventando la prima donna di cui si abbia notizia ad aver completato una maratona. In suo onore è stata posta una sua statua alla partenza della gara da lei stessa creata(Bobbi ha oggi 83 anni). Secondo le regole in vigore fino al 1972, le donne non potevano competere perchè ritenuti incapaci di coprire la distanza di Fidippide!

Infine i partecipanti: al traguardo sono giunti in quasi 29 mila di 137 nazionalità. Gli italiani erano 395, i migliori sono stati Emanuel Daniel Ghergut, 30 anni (in 2: 23: 54:) e l’emiliana Manuela Serrra (sotto le 3 ore).

Ma se Boston ha stupito, domenica prossima anche Londra non dovrebbe essere da meno…..

Costantino Muscau
muskost@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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